L'età dell'oro del Made in Japan: l'epopea delle "Lawsuit"

Author: Kernel7 / Date: Sat, 06/14/2008 - 16:15 /

PREMESSA  

Fin qui, sembrerebbe semplicemente una blanda copiatura di un marchio, proponendo un prodotto che ricorda esteticamente qualcosa di ben più blasonato, ma con un millesimo della qualità, come succede attualmente in Cina ... il problema è che quando i Giapponesi fanno qualcosa lo fanno bene ;) , ed è risaputo che queste chitarre fossero costruite in modo più che pregevole, ma soprattutto che suonassero DECISAMENTE BENE ;) !

Una delle prime marche giapponesi che iniziò a proporre copie di chitarre famose fu la Ibanez, ma non fu il suo mercato principale.
Chitarre veramente valide iniziarono a vedersi verso la fine degli anni '70 / inizio '80, con l'avvento di marche come Burny , Greco, Orville e Tokai (le quali basavano il loro catalogo principalmente sulle copie di LP, SG, Tele e Strato) ed Aria Pro II (la quale produsse delle lawsuit eccezionali, ma abbandonò presto il mercato delle copie per proporre delle linee di chitarre proprie, anch'esse incredibilmente ben costruite).

Per darvi un'idea della qualità di queste copie sappiate che la Gibson fu “costretta” ad inaugurare il brand "Orville by Gibson" , cooperando con alcuni produttori giapponesi, per creare delle chitarre (solo per il mercato giapponese) pur di fermare la concorrenza spietata degli altri marchi, come fece peraltro la Fender, dando il via al marchio “Fender Japan”.

Ovviamente, non tutte le chitarre prodotte da questi marchi erano la "top-of-the-line". Infatti, come succede anche ai giorni nostri, anche loro produssero delle serie economiche dalla qualità inferiore, anche se Made in Japan; l'importante è saper discernere tra le serie entry-level e quelle di vera qualità e non prendere per buono qualsiasi cosa una marca faccia, proprio come succede adesso!

Attenzione, inoltre,che non tutte le chitarre di questi marchi venivano prodotte in Giappone! Alcune venivano fabbricate in Korea o Cina, ed erano più economiche e di qualità inferiore.
Le chitarre prodotte in Giappone spesso venivano addirittura costruite dalle stesse fabbriche produttrici; i due stabilimenti produttori più importanti dell’epoca erano sicuramente Matsumoku e Fuji-Gen Gakki (che produce ancora chitarre, almeno all’apparenza, spettacolari: http://www.fujigen.co.jp/ ).
Le chitarre prodotte da Matsumoku avevano quasi sempre, da qualche parte, la scritta “Matsumoku, Japan”: questo conferma al 100% che la chitarra è interamente giapponese e non coreana o cinese ;).

In linea di massima, comunque, per capire l’effettivo valore di una chitarra ai tempi in cui è stata prodotta, basta leggerne la sigla: era d’uso, infatti, nominare le chitarre secondo il prezzo di listino a cui venivano vendute.
Questo significa che , ad esempio , se dovete scegliere tra una Aria Pro PE-1000 ed una PE-1500, sappiate che la 1500 sarà indicativamente quella con le caratteristiche migliori; infatti, quei 1000 e 1500 corrispondono al prezzo in yen (abbreviato) al quale la chitarra veniva venduta: più alta è la sigla, maggiore sarà la qualità della chitarra stessa. Questo valeva per la maggior parte delle chitarre giapponesi dell’epoca, anche se bisogna tenere conto della "contemporaneità" delle chitarre (ovviamente, non si può paragonare una chitarra del '76 con una dell'89 solo tenendo conto del fattore prezzo - il valore dello Yen sarà irrimediabilmente diverso!).

Di seguito vi illustrerò un pò di indizi per riconoscere, per alcune delle marche principali ed attraverso dei piccoli particolari, l’anno di produzione della chitarra, e se essa sia giapponese o meno, in modo da evitare fregature su eBay o altri posti di E-Commerce. Ovviamente non è una bibbia, e lo studio di queste chitarre è ancora lontano dall’essere completo, quindi quello che vi propongo più sotto può anche non essere vero in certi casi, anche se nella maggior parte delle volte lo è!

 

GRECO

La Greco fu una delle prime marche a proporre sul mercato chitarre “lawsuit”. Le prime chitarre di ottima fattura dalla Greco si iniziano a vedere intorno alla metà/fine degli anni ‘70; ecco come risalire all'anno di fabbricazione della chitarra secondo il seriale (ce ne sono due formati, ve li illustrerò entrambi):

- PRIMO FORMATO DEL SERIALE: è formato da, consecutivamente, 1 lettera che sta ad indicare il mese di fabbricazione (A=gennaio, B=febbraio, C=marzo, D=aprile .. e così via), 2 cifre (che stanno ad indicare l'anno di fabbricazione, ad esempio 78=1978) , ed altre 4 cifre (che stanno ad indicare il numero di fabbricazione:
Esempio di numero seriale: C781234 = "Marzo, 1978, chitarra n° 1234".

- SECONDO FORMATO DEL SERIALE: è una versione semplificata del precedente. E' composto da una cifra che sta ad indicare l'anno (8=1978, 9=1979, 0=1980) , ed altre 4 cifre consecutive (che indicano il numero di produzione).
Esempio di numero seriale: 01234 = " 1980, chitarra n°1234".

Come si riconosce una Greco Made in Japan

Se si parla di modelli Les Paul, solitamente le Made in Japan hanno il copri truss-rod fissato alla paletta solo da due viti, mentre le versioni coreane lo hanno fissato da tre viti.
Inoltre, sempre per le copie LP, nelle chitarre giapponesi il “tennon” (l’attacco del manico) è di tipo lungo, cioè arriva quasi fino alla fine dello scasso del pickup al manico, mentre negli esemplari coreani il tenon è corto ed arriva solo all’inizio dello scasso (potete vederlo nelle due immagini qui a fianco – a sinistra potete vedere il tenon corto, a destra quello lungo ).
Come regola generale, le Greco MIJ (made in Japan) utilizzavano dell’ottimo cavo schermato a maglia per il wiring interno, mentre le coreane utilizzavano cavo di plastica non schermato più scadente. 

 

BURNY / FERNANDES

Un’altra marca degna di essere citata è la Burny / Fernandes (Burny veniva usato per le repliche Gibson, Fernandes per le repliche Fender). Chitarre dalla grandissima qualità, vennero usate addirittura da tre mostri sacri quali Joe Walsh degli Eagles, Robert Fripp dei King Crimson e Steve Hackett dei Genesis.

Sono anche famose per avere i migliori pickup tra tutte le chitarre “lawsuit”. I migliori esemplari sono datati tra la fine degli anni ‘70 fino agli ultimi anni ’80.
Le copie Fernandes delle Stratocaster sono ampiamente considerate come MIGLIORI delle Stratocaster USA di quel tempo!

LETTURA DEL SERIALE: Queste chitarre molto raramente erano provviste di un seriale. SI può comunque risalire all’età di una chitarra guardando il copri truss-rod: quelli a forma di campana, uguali a quelli montati sulle Gibson, indicano che la chitarra è nata tra il 1970 e i primi anni ’80; i copri truss-rod a forma di campana ma con due piccoli “corni” che escono dai lati sulla parte superiore indicano che la chitarra è stata costruita dalla metà degli anni ’80 fino agli ultimi anni ’90. Da questo punto in poi, si troveranno solo copri truss-rod a forma di “palazzo”, e montati alla paletta non più da due viti, bensì da tre.

Come si riconosce una Burny / Fernandes Made in Japan

L’impresa non sembra essere difficile, in quanto praticamente tutte le Burny / Fernandes dagli anni ’70 fino agli anni ’90 sono state costruite in una o più fabbriche giapponesi (Terada, Matsumoku, Tokai, Fuji-Gen). Purtroppo, però, non sono sicuro di questo, e in rete si trova relativamente poco, quindi qui il campo è ancora aperto. 

 

TOKAI      

La Tokai iniziò producendo chitarre acustiche , e divenne famosa per la sua collaborazione con la Martin (produceva le chitarre Sigma By Martin) , ma intorno alla metà degli anni ’70 iniziò a produrre chitarre elettriche, perlopiù copie di chitarre famose all’epoca.

Anche in questo caso le chitarre sono di ottima qualità e alcune Tokai si sono viste tra le mani di chitarristi del calibro di Stevie Ray Vaughan, Brian May, Billy Gibbons ed ancora Robert Fripp.

LETTURA DEL SERIALE: le copie Gibson sono generalmente fornite di un seriale di 7 cifre stampate nel retro della paletta. Fino al 1989, il seriale era di questo formato: 1XXXXXX . Il primo numero del seriale indicava la cifra finale dell’anno di produzione (in questo caso, ad esempio, 1981). Dal 1989 in poi, adottarono un formato di tipo 89XXXXX , che indicherebbe, ad esempio, una chitarra del 1989.

Come si riconosce una Tokai Made in Japan

Per le Tokai è molto semplice! Tutte le Tokai , fino al 1989, sono state prodotte in Giappone; da 1989 in poi, sono state prodotte anche in Korea; tuttavia, per queste ultime basta osservare il solito copri truss-rod: le coreane lo hanno montato da tre viti, le giapponesi da due. Inoltre, le LP coreane montato un Tune-o-matic di tipo Nashville, mentre le giapponesi ne montano uno di tipo ABR-1. 

 

ORVILLE

Orville, più che una vera e propria marca giapponese, fu una strategia di mercato della Gibson, per cercare di fermare la concorrenza degli altri marchi, i quali producevano chitarre più che ottime ad un prezzo molto inferiore delle Gibson USA.

Decisero, quindi, di creare una nuova linea di chitarre che si collocava, come fascia di prezzo, tra le Gibson USA e le Epiphone Korea.
Le Orville erano costruite in Giappone, e furono pensate solo per il mercato interno giapponese.
Ovviamente, anche queste erano ottime chitarre, anche se, ad oggi, vengono valutate molto di più rispetto ad una Tokai o ad una Burny, solo per quel “By Gibson” scritto sulla paletta (magari anche a parità di qualità).
  
LETTURA DEL SERIALE: Visto che sarebbe troppo complicato approfondire qui, data l’enorme quantità di variazioni, vi rimando alla lettura di questa pagina di Wikipedia: http://en.wikipedia.org/wiki/Orville_by_Gibson .

Come si riconosce una Orville Made in Japan

Non ce n’è il bisogno, visto che, a quanto pare dal materiale raccolto in rete, sono tutte giapponesi ;) ! Comunque sia, se avete de dubbi, vale sempre lo stesso discorso: controllare il copri truss-rod, il tennon e la qualità dei cavi.

 

ARIA PRO II

Ad oggi, Aria Pro II è considerata una delle marche più sottovalutare tra quelle che sono sorte tra gli anni '70 e gli anni '80; in quegli anni, infatti, Aria ha prodotto chitarre che hanno avuto un ottimo riscontro anche al di fuori dai confini nazionali del Giappone, riuscendo a diventare una marca di riferimento addirituttura negli Stati Uniti, vantando anche una lunga lista di endorser internazionali come il famoso ex-bassista dei Metallica Cliff Burton o la Rod Stewart Band.

Nata nel 1975, ha iniziato a produrre copie delle solite chitarre famose ad una qualità altissima e con un hardware ottimo (Aria era l'unica azienda in Giappone che montava pickup DiMarzio), anche se il mercato delle copie non è mai stato il suo mercato principale.
Aria verrà ricordata soprattutto per la sua magnifica linea di chitarre PE, strutturalmente simili ad un Les Paul ma con alcuni accorgimenti più "moderni", e soprattutto con una linea originale. Ha comunque prodotto strumenti di indubbia qualità , offrendo una linea completa ed una scelta molto ampia.

LETTURA DEL SERIALE: Purtroppo non ci sono informazioni precise, ma la maggior parte delle Aria Pro II hanno un seriale di tipo 1XXXXX, dove il primo numero indica l'ultima cifra dell'anno di produzione e le altre 5 cifre il numero di produzione (1XXXXX = 1981).

Come si riconosce una Aria Pro II Made in Japan

Tutte le Aria Pro II, fino al 1988, sono state prodotte in Giappone, precisamente a Matsumoku; da questa data in poi, alcune sono state prodotte in Korea (ed alcune altre in USA!); per il riconoscimento tra Korea e Giappone, anche qui possono servire come indizi le regole generali delle altre marche: copri truss-rod, cavi utilizzati per il wiring, tipo di "tennon" e così via.

 

CONCLUSIONI 

Ebbene sì, siamo arrivati alla fine di questo interminabile articolo :) !
Lo scopo principale di questo "trattato" è stato semplicemente quello di "dare giustizia" ad alcuni marchi dimenticati dal tempo o sottovalutati dai chitarristi. Non era, invece, mio scopo quello di paragonare queste chitarre a "vere" chitarre Gibson e Fender, ma semplicemente quello di offrire una (più che) valida alternativa a quello che ormai è diventato un duopolio nel mondo della chitarra.  La dimostrazione, insomma, che non occore essere Gibson o Fender per costruire ottime chitarre ;) !

Emanuele 

Comments

Kernel7Sat, 06/14/2008 - 19:03 June 14, 2008

Grazie mille anche a te Paolo!
Effettivamente posso comprendere che il giapponese sia un pò ostico :D , e purtroppo nemmeno io ho trovato la versione del sito *completamente* in inglese ... ma vale comunque decisamente la pena farci un salto ;)
Hai visto che c'è anche la possibilità di costruirsi virtualmente una chitarra scegliendo hardware, legni, verniciatura e poi prenotare la tua chitarra esattamente come l'hai richiesta? ... fichissimi sti giapponesi :))

cino.andWed, 08/13/2008 - 21:34 August 13, 2008

Ciao a tutti;-))

Io di chitarre Jappo dell'era Lawsuit ne ho avute e ne ho tutt' ora molte..molte le ho vendute mentre altre me le tengo strette..e confermo tutto quanto detto sopra, cioè che si parla di chitarre molto molto sottovalutate, anche se nell'ultimo anno sono aumentati i prezzi quasi del 50%.

Dal punto di vista liuteristico sono molto pregiate ..alcune..le top di gamma, hanno long tennon, body in un pezzo unico con top in acero solido con delle fiammature incredibilmente belle..comunque anche le più comuni hanno body in due pezzi in mogano massello, meccaniche gotoh, fret edge binding e finiture pari alle sorelle americane..l'unico punto debole sono le meccaniche e il ponticello ma cambiate qs e avrete una chitarra che nn ha niente da invidiare a una delle qualsiasi Gibson Les Paul Std e custom.

Per correttezza dico che ho avuto anche diverse Gibson e le ho date via tutte perchè la differenza di prezzo proprio non ci stava.

Le mie le potete vedere qui:

http://s215.photobucket.com/albums/cc289/a_sturiale/

tiziano (not verified)Wed, 08/13/2008 - 21:53 August 13, 2008
cino.andThu, 08/14/2008 - 18:36 August 14, 2008

Se guardate nella colonna a sinistra potete vedere le foto di tutte le altre;-))

http://s215.photobucket.com/albums/cc289/a_sturiale/

tiziano (not verified)Thu, 08/14/2008 - 18:39 August 14, 2008

>>>Se guardate nella colonna a sinistra potete vedere le foto di tutte le altre;-))

Viste ... ne deduco che sei un amante delle LP :-D


Tiziano Demaria

 

robyzSun, 06/15/2008 - 10:43 June 15, 2008

Ostico è dir poco, non ci capisco una mazza, non riesco a capire dove si compra e, quel che è peggio, mi sno imbattuto in questa: http://toguitars.com/gallery-japan/FUJIGEN/fujigen-030.html e ora non so come comprarla :-(

Robyz - Grappero forever

Brock90Sat, 06/14/2008 - 18:49 June 14, 2008

per la racensione, curatissima nei particolari, purtroppo, non è facile, apparte il web, trovare o poter provare queste chitarre....
un giorno mi piacerebbe proprio possederne una...

Kernel7Sat, 06/14/2008 - 19:01 June 14, 2008

Grazie mille Brock!
Effettivamente provare queste chitarre è materialmente impossibile (in quanto studiate praticamente solo per il mercato giapponese), e bisogna basarsi molto sul sentito dire , insomma fare un acquisto azzardato - inoltre iniziamo a parlare di strumenti di 25/30 anni, e non è escluso che l'esemplare abbia qualche problema magari nascosto dal venditore (anche se, comprando da qualche venditore giapponese, i problemi di disonestà sono pari a zero ;) !
Però, per quello che costano, valgono DECISAMENTE la pena di provare! (conta che io ho portato a casa una Aria pro II dell'81, copia Les Paul, identica in tutto e per tutto - binding, legni, hardware, ecc...-, pickup DiMarzio, a 450 € comprese le spese di spedizione E le spese di dogana!)

EliantoThu, 07/03/2008 - 17:55 July 03, 2008

Articolo stupendo, veramente complimenti.

Sono un felice possessore di tre jappe;una el torres copia 175 credo sia fine anni 70; una Burny rlc 60 del 1981;una Orville 1994.Strumenti definitivi secondo il mio punto di vista e per quello che intendevo spendere su di una chitarra.

Non ho apportato alcuna modifica perche' mi piacciono cosi' come sono.La Burny custom e' praticamente perfetta, binding ingialliti dal tempo, un po' di ossidazione dell'hardware, ma quasi nessun segno nel body, una copia praticamente perfetta di una custom anni 60.Parlando delle custom, l'elemento piu' sicuro per definire il periodo di produzione e' il diamante sulla paletta, fino al 1989/90 era praticamente identico ai custom Gibson, nei 10 anni successivi il diamante e' diverso e presenta una specie di S invece di essere diviso nel centro; dal 2000 in poi non dovreste trovare piu' il diamante, ma un fiore stilizzato, e questo contraddistingue le chitarre costruite in china e corea.Ovviamente cambiano anche i PU, che nelle prime custom erano degli L8000; L82000, praticamente delle copie dei Paf, e dinfatti il suono e' bello aperto e con notevole attacco, dopo quel periodo vengono montati dei Vh4/Vh1, che dovrebbero essere dei ceramici.Chiedo scusa per certe inesattezze riguardo agli anni, ma le informazioni sono veramente poche.

adminSat, 06/14/2008 - 18:54 June 14, 2008

Non sapevo che su laster c'erano tutti questi scrittori ... bella recensione.
Mi fa piacere tutto questo ... Grande Kernel7.

Luca

Asbel77Sat, 06/14/2008 - 19:11 June 14, 2008

ottimo articolo, ed ottime chitarre!
Io ho avuto per un po' un Burny dei primi anni ottanta, copia di una les paul junior, e non posso che confermarne l'ottima qualità.

Altra curiosità che lega Greco e Fender: gli stessi impianti e le stesse persone che dal 79 all'81 circa avevano prodotto per la Greco cloni di chitarre fender, dall'82 iniziarono a produrre le "famigerate" Fender JV!
Fender rilevò proprio la divisione della Greco che si occupava - appunto - di copie fender, per avviare la propria produzione in Giappone.

_______________________________________________

Luca
http://www.webalice.it/valledelvento/

adprisonerSat, 06/14/2008 - 19:45 June 14, 2008

Complimenti e grazie per tutte queste dritte...un validissmo aiuto per la ricerca di queste perle..

Ora rischiamo che i pochi pezzi japan in vendita in Italia subiscano un brusco aumento di prezzo   =)
Speriamo di no!

robyzSun, 06/15/2008 - 10:41 June 15, 2008

Ogni scarrafone è bello a mamma soja (poi se se parla de giapponesi e cinesi anche di più :-D)
Cmq la tua Stern è piaciuta anche al sottoscritto ;-)

Robyz - Grappero forever

tiziano (not verified)Sat, 06/14/2008 - 21:27 June 14, 2008

Kernel, Si un mito !
Davvero un'ottimo articolo !

Tiziano Demaria

menguiccSun, 06/15/2008 - 07:22 June 15, 2008

bell articolo era tempo che qualcuono scrivesse di questi meravigliosi strumenti, e tu l'hai fatto, tra l'altro personalmete sono un feli propietario e fruitore di una JV palettona (pagata un po' troppo) con cui batto le piu' blasonate sempre 10 a 0, anche nella cura di costruzione ed assemblaggio dello strumento, ad esempio l'accoppiamento corpo manico e' calcolato al centesimo, tant'è che smontandoli non si possono sfilare in senso longitudinale ma bisogna togliere il manico sfilandolo da sopra, le meccaniche anno una ottima tenuta dell'accordatura, stesso dicasi per il ponte, è riconducibile, dal numero diserie al 1982/83. Verniciatura eccezzionale, e nonostante i suoi 25 anni sembra ancora nuova,(bhe io ne ho una cura maniacale)Per mie necessita' ho sostituito i p.u. originali con degli suhr V60, e la mascherina nera co un'altra sempre nera, ma 1 ply.

Kernel7Sun, 06/15/2008 - 11:41 June 15, 2008

Ragazzi, intanto grazie mille a tutti, siete degli amori :D !
Vedo che anche molti di voi sono dei conoscitori della storia di queste chitarre, e son venute fuori delle chicche mica da niente! Se si può fare, io direi di implementare quello che avete scritto voi all'interno dell'articolo, in modo da completarlo ulteriormente!

Poi, come seconda cosa, questo è un piccolo "bonus" per tutti, quelli che, come me, stanno sbavando sulle pagine del sito della FujiGen: sono riuscito, non so con quale arcana formula magica, a trovare la pagina dei contatti, a compliarla, ed a spedire una mail alla FujiGen, il tutto senza l'uso di Google Translate :) . In particolare, ho chiesto loro se spediscono anche al di fuori del Giappone, e specialmente in Italia; nel caso la risposta sia affermativa, ho come l'impressione di avere sulla coscienza il portafoglio di qualcuno, e soprattutto il mio :D !
Comunque, appena e SE rispondono, magari apro un topic sul forum, in modo da poter dibattere sulla questione ;)
Ragazzi, una chitarra del genere www.fujigen.co.jp/webshop/sample_osqm2.asp a 1100 € è un segno divino!
Inoltre ho sentito dei sample .. queste chitarre suonano semplicemente BENE.

Kernel7Sun, 06/15/2008 - 11:52 June 15, 2008

Scusa, e vogliamo parlare dell'hardware dorato, che dopo qualche anno di playing si scolorisce? Non va per niente bene, io tirerei giù almeno un altro 150 €. Anzi facciamo così, ora scrivo alla Fujigen e dico loro che se me la lasciano gratis, visto il disastro di chitarra, me la passo anche a prendere :D !

SebasebaSun, 06/15/2008 - 16:17 June 15, 2008

 Complimenti.
Io sono un fierissimo possessore di una Greco stratocaster del 74 (modello 650 se non mi sbaglio ma adesso non ce l'ho sottomano), è una gran bella chitarra, suona magnificamente...
Ho provato anche una greco del 78 di un amico ed ha confermato quello che già pensavo di queste chitarre... molto ben fatte!

ciao a tutti!

per citare una vecchia pubbicità...

"...Quanto mi siete mancati!"

SebasebaWed, 06/18/2008 - 22:40 June 18, 2008

prima o poi la mia greco passerà dalle tue manine sapienti per una cura di ringiovanimento tasti....
appena al lavoro mi danno tregua scappo e arrivo...!
 

flaviuxSun, 06/15/2008 - 20:36 June 15, 2008

Mi associo al coro dei complimenti, e non ti nascondo che sono andato a ravanare in giro, e sai che ho trovato una strato Greco anni 80, tra l'altro ben tenuta a circa 350 Euri , chiaramente da far venire dall'oriente quindi ci vogliamo aggiungere un 150 euri minimo tra dogana e trasporto,.
Tra l'altro il sito non è giapponese e nn so se fidarmi..mmmmm e se poi la chitarra è na sola???ehhehehehe..
Il valore da rischiare non è poi cos' alto ..però.....certo ci mancavi tu a scatenarmi una GAS!


Kernel7Mon, 06/16/2008 - 14:42 June 16, 2008

Ahah, lo sapevo di fare qualche vittima con questo post :D siccome son curioso :)) , portesti mandarmi il link della chitarra? adoro queste bimbe! Puoi mandarmelo pure via PM nel forum , sempre se vuoi :)

flaviuxSat, 06/21/2008 - 00:44 June 21, 2008

 

Lo trovi sul sito di singapore orange vintage

FiloexpTue, 06/17/2008 - 12:19 June 17, 2008

Tempo fa mi sono avvicinato al mondo delle lawsuite giapponesi e ne sono rimasto veramente affascinato! Quello che mi rode, però, è che è quasi impossibile provarle... e comprare una chitarra a scatola chiusa mi sembra un'azzardo. Una domanda... ho visto che per esempio la Burny costruisce chitarre tutt'oggi.... la qualità è la stessa degli anni '80 oppure sono scadute?
Veramente bello il sito che hai linkato! Sti giapponesi sanno come fare un sito! Avete visto che bei servizi fotografici ad alta qualità? peccato che per me è difficilissimo navigarci... ho beccato a caso qualche chitarra^-^!
Per una Simil 335 cosa mi consigliereste in casa Lawsuite?

Kernel7Thu, 06/19/2008 - 15:15 June 19, 2008

Ciao Filo!
Guarda, purtroppo che io sappia la qualità attuale delle Burny è molto minore rispetto a quella degli anni '80 (hanno spostato praticamente tutta la produzione in korea e cina, anche se non escludo che producano qualche strumento high-end ancora in Giappone!), mentre per la 335 purtroppo non saprei proprio come esserti d'aiuto, la mia conoscenza in semiacustiche è pari a quella che ho in ingegneria aerospaziale :D , anche se ho visto alcune Burny che (ad occhio!) sembravano veramente ottime!

FiloexpTue, 07/01/2008 - 08:43 July 01, 2008

Bene! Grazie a tutti per le risposte! Adesso mi do alla caccia di El Torres e Aria Pro II :)

robyzFri, 06/20/2008 - 08:49 June 20, 2008

Verissimo, mio zio ne ha una replica 175 che è ottima!

Robyz - Grappero forever

keshavaThu, 06/24/2010 - 21:00 June 24, 2010

prima di tutto mi unisco anche io ai complimenti per l' articolo

 

 io ho una el torres (penso modello 175) del 1982 da vendere sto cercando di capire un po' di più su di essa ma internet è scadente in questo senso,

ho provato a farla valutare da un jazzista alla fiera della musica di bologna quest'anno e dice che vale sulle 900 ma non sono convinto sto indagando voi cosa sapete dirmi?

SearThu, 06/26/2008 - 11:47 June 26, 2008

Ecco perché l'Aria Pro II ha quella botta, sono dei Di Marzio quelli! Ho un amico che ha una Aria Pro II "ThorSound TS300" che suona da paura.

Ma, per curiosità, 'ste chitarre hanno un qualche valore economico?

MASSYFri, 06/27/2008 - 19:47 June 27, 2008

Possiero una AriaProII TA900, una replica 335 in tutto e per tutto, una chitarra fantastica, datata tra il 1988 e il 1990, presenta materiali e finiture di altissimo livello, pickup in alnicoII e un feeling eccezionale.

Presa su ebay ad una miseria, non se la filava nessuno, SOTTOVALUTATISSIMAAAA!!

Kernel7Fri, 06/27/2008 - 20:29 June 27, 2008

Compagno di AriaPro :D

che dire, sono in completo accordo con te e con quello scritto nell'articolo (che poi l'avrei anche scritto io, ma fa nulla :D ) , in quanto più che felice possessore di una replica LP dell'81 dell'Aria Pro II, equipaggiata di stock con due DiMarzio Super Distortion ... La sensazione che si prova mentre la si suona è di un costante pugno sullo stomaco! Rabbiosissima e con un sustain pressochè infinito, curatissima in ogni dettaglio, con il manico perfettamente dritto ed una stabilità impressionante (ricordiamo che Aria Pro II è stata la prima ad utilizzare il manico in 3 pezzi longitudinali, praticamente impossibile che si warpi! Addirittura ho recuperato una vecchia Aria Pro da mio zio che l'ha tenuta per 30 anni solo con il Mi basso ed il La montati ed accordati all'interno di un armadio super-umido, ed il manico era ancora perfetto e dritto come una freccia). Insomma, i 350 € meglio spesi della mia vita!

L'unico piccolo neo è che pesa moltissimo (5,5 kg!) , ma per alcuni è addirittura un grande pregio, quindi ben venga :D

FilosWed, 07/23/2008 - 12:42 July 23, 2008

Da possessore di una Tokai made in Japan del 90 non posso far altro che confermare la qualità di questi strumenti :)

IperfungusMon, 11/17/2008 - 01:22 November 17, 2008

...dico anche io la mia.

Qualche tempo fa, cercando non ricordo cosa, mi sono imbattuto nell'home page di uno (mai più trovata, ovviamente) che raccontava per filo e per segno la storia delle sue splendide Les Paul.
Corredata da foto. E che foto.

Ci ho messo un po', ma alla fine mi sono accorto che quelle Les Paul magnifiche non erano Gibson.
Erano Tokai.
Tokai? E che è? Vino???

Vabbè, ho letto un po' di roba, rimanendo ben impressionato.

Qualche tempo dopo, durante una vacanza in Danimarca, mi capita di entrare in un negozio di Copenaghen (con buona pace di quella santa donna che mi ha sposato) e trovare solo e solamente chitarre Tokai: repliche Strato, Tele, SG e ovviamente Les Paul.
Ne provo qualcuna e devo dire che non potevo credere ai miei occhi!
I pickup originali non erano un granchè, ma i legni e la costruzione erano mostruosi.
Ho scoperto dopo che in realtà erano tutti strumenti recenti e non appartenenti all'epoca d'oro (tra fine anni '70 ed inizi anni '90) di una certa liuteria giapponese.

Sia come sia, quelle chitarre erano fatte bene.

Passa altro tempo e decido che mi sono stufato di una chitarra che metto in vendita.
E' rimasta in vendita per un bel pezzo.
Fino a quando non mi capita di leggere l'annuncio di un tizio che, proprio qui a Genova, vende una Les Paul marchiata Burny.
Burny? E che è? Roba che brucia??? Vabbè...è legno....

Cerco un po' su Internet e comincio a scoprire un mondo parallelo.
Mi documento sulla storia del periodo lawsuit, sulle beghe con Fender e Gibson, sull'applicazione rigorosa del principio "se non puoi batterli, unisciti a loro" messo in atto dalle due Grandi Sorelle americane, sulla nascita di marchi come Squier e Epiphone (questo esisteva già...lo hanno solo...deportato...) e via discorrendo.
Scopro la storia di Burny e Fernandes, ritrovo Tokai, Ibanez e Aria...

Insomma, chiamo il tipo e gli propongo uno scambio.
Mi manda delle foto: la chitarra sembra straordinariamente verosimile.
Vado a provarla e mi cade per terra la faccia: cielo, una Les Paul!
E dentro un case rigido originale Gibson.
Suono spaziale, legni e rifiniture di gran livello.
Hardware un po' becero, ma si cambia.
E' una SuperGrade RLG90 made in japan di fine anni '80 o inizi anni '90 (stando al veneer di acero flamed ed alla forma del copri trussrod, oltre che al seriale nella buca del pickup al ponte).

Lo scambio si fa: cambio le meccaniche, il ponticello, l'attaccacorde.
Cambio anche i pickup (prima dei Duncan ed ora I-Spira, ma quella coppia di ottimi VH-1 originali me la sono tenuta stretta!), perchè sennò non dormo la notte.
Risultato portentoso: una chitarra strepitosa che ho trasformato in una Les Paul da guerra atomica.
Una macchina da rock.

Passa altro tempo, mi godo la mia Les Paul giapponese (che fa da perfetto complemento alle due Strato americane) e sviluppo la mia personale opinione (che ometterò) su Gibson e le sue scelte commerciali.

Nel frattempo, in uno dei forum che ho frequentato, entro in contatto con un ragazzo molto simaptico che abita a Pistoia e che, date alcune mie recensioni sull'argomento, inizia a chiedermi informazioni su questi strumenti giapponesi.
Scambiamo un po' di chiacchiere e costui inizia a comprare tutta una serie di strumenti giapponesi (Orville, Orville by Gibson, Tokai, Burny, Fernandes) uno più bello dell'altro.
Decido che è una merda umana (ma anche un caro amico ormai) e, lo scorso luglio, vado a trovarlo a casa sua deciso a portarmi via una di quelle Les Paul jappe.
Il soggetto in questione (Andrea) è quel cino.and di cui potete leggere qualche commento all'inizio di questo thread.
Insomma, il bastardo mi fa trovare allineate e lucidate una schiera tale di Les Paul che ancora un po' e mi prende un colpo.
Le provo TUTTE. Più di una volta.
Alla fine, me ne vado via con una Fernandes SuperGrade che pesa 5 chili netti ed è rifinita in un bellissimo heritage cherry sunburst su plain top in acero.
Una chitarra che ha le vibrazioni giuste.
Il resto è storia recente: compro un bell'upgrade di pickup (gli ultimi PAF nati in casa I-Spira, perchè i Duncan Alnico II Pro, montati dal precedente proprietario, proprio non sono i miei pickup...e gli originali se li è tenuti...eheheh...palato fino...) ed un nuovo attaccacorde in alluminio.
Le meccaniche sono già state sostituite dal precedente proprietario con delle ottime Schaller "double ring" tipo Kluson ed il ponticello è un bel Gotoh Nashville.
La porto dal mio liutaio di fiducia: resta basito. Se la Burny ci era già sembrata ottima, questa Fernandes è pure meglio.
Reagisce in modo meraviglioso alle sollecitazioni, si lascia regolare docile come un agnello e sputa fuoco come un drago.
Meraviglioso strumento. Una Les Paul di razza.

Piccola nota: ho sostituito l'attaccacorde ed i perni di fissaggio su entrambe le Les Paul.
Ho preso tutti qui: http://www.tokaiguitar.de/produkte.php?rubrik=4&rechts=7

Il Faber Kit è costituito da due perni in acciaio e da tre coppie di spacer rings (acciaio o alluminio): in pratica, si può regolare a piacimento l'altezza del tailpiece ma bloccandolo completamente e soprattutto mantenendo un insieme perni-ponticello-attaccacorde solidale col legno della chitarra.
Sustain e tone ne traggono enorme giovamento. Provare per credere.
Niente che stravolga il suono di chitarre e pickup, claro....ma provate a usarli e non tornerete più indietro.
Anche il loro tailpiece '59 in alluminio è di ottima qualità.

Ecco, ho detto la mia.
Lo so, sono lungo, prolisso e noioso.
Lo dice anche mia moglie.

Ma queste chitarre sono così belle...

Ah, ultima cosa: occhio a certe Les Paul Greco, soprattutto Custom.
Diciamo che la verniciatura potrebbe nascondere top in legno di dubbia provenienza e corpi in vilissimo e scadente multistrato, in luogo del mogano.
Ho letto alcuni thread su Tokai Forum in questo senso.

 

twangsterWed, 04/22/2009 - 10:47 April 22, 2009

Salve a tutti, sono un nuovo iscritto, grazie a quest'articolo una chitarra che ho sempre visto presso il magazzino di un grossista della mia città ha destato la mia attenzione, prima a dire il vero la ignoravo come possibilità pur apprezzandone il lato estetico davvero fedele al modello di riferimanto; si tratta di una Fernandes The Revival modello stratocaster anni 60, tastiera in palissandro "slab", corpo apparentemente in tre pezzi, si nota la giunzione sul lato superiore del corpo ma non su quello inferiore ma, fosse stata in due pezzi, la giunzione sarebbe stata al centro presumo, quindi si tratterebbe di una RST-50 della fine degli anni 80 a giudicare dalla mancanza delle scritte incise sulle sellette del ponte (mi sono documentato un po' :-)), il bello è che non è usata ma praticamente una N.O.S., c'è ancora la protezione sul battipenna, bello anche il colore candy apple red, ancora non l'ho provata, che dite vale la pena farci un pensierino? Non so ancora il prezzo perchè il grossista non aveva sottomano le fatture, ha anche una The Function in configurazione HSS con elettronica attiva EMG se non sbaglio.

Ciao e grazie.

flaviuxWed, 04/22/2009 - 12:45 April 22, 2009

 

O ti sbrighi a prenderla tu o mi dici dove si trova e me la vado a prendere io......fà un pò te.

(Grappero & Coattero cronico)

 

 

twangsterWed, 04/22/2009 - 12:55 April 22, 2009

Ahahah, grazie, farò sapere :-)

Ciao

twangsterTue, 05/12/2009 - 18:03 May 12, 2009

Presa, fantastica!!! Non ho idea di che modello si tratti, dal corpo in 3 pezzi dovrebbe essere una RST-50 ma dal manico tipo '59 con tastiera slab sembrerebbe la RST-80 che però veniva data per 2 piece body, la RST-50 con palissandro veniva offerta in versione '64 quindi con tastiera round-lam, boh, è comunque una delle ultime versioni, si evince dalle sellette senza scritte impresse e dai pickup flat polepiece che credo siano ceramici ma quelli penso che li sostituirò; suona benissimo, molto grossa e con bassi presenti, non  squillante ne aspra in saturazione, sono veramente contento, ottimo acquisto e a quella cifra si comprano due pedali neanche particolarmente di lusso, come chitarre non ne parliamo, considerando che l'ho comprata di prima mano...a distanza di 20 anni e più dalla sua costruzione.  

flaviuxTue, 05/12/2009 - 19:10 May 12, 2009

 

Postaci una foto no ???

(Grappero & Coattero cronico)

 

 

twangsterTue, 05/12/2009 - 19:17 May 12, 2009

Cacchio non ho una macchinetta fotografica, potrei farla con la web cam ma viene malissimo, comunque esteticamente è come questa www.music-trade.co.jp/f_80020299carte.html

pierThu, 05/21/2009 - 19:49 May 21, 2009

Grande articolo, l'ho letto con grande attenzione e speravo che tu  arrivassi anche alla mia Yamaha SL400S (imitazione Les Paul)è del 1980, made in Japan, in giro non ho letto un granchè quindi chiedo pareri opinioni....che pick up? legni? meccaniche? il sito della Yamaha non mi caga e non mi risponde assolutamente ,fammi e fatemi sapere cosa ne pensate della SL400S, bello o brutto ma dite tutto,un abbraccio cari amici miei.

MeuroMon, 05/03/2010 - 16:17 May 03, 2010

complimenti per l'articolo

nessuno nomina la eccellenti yamaha sg?

io ne possiedo una "economica" la sg300 dell'8? e devo dire che suona veramente bene ( soprattutto per quello che l'ho pagata...)

ho sostituito solo i pickup...poco presenti sulle medie e molto spinti...questione di gusti ovviamente

twangsterMon, 05/03/2010 - 18:14 May 03, 2010

Non essendo una vera e propria copia non credo rientri fra le "lawsuit"

tariboFri, 05/26/2017 - 22:50 May 26, 2017

Ciao, visto che sei così appassionato ed esperto mi sapresti dire questa aria di che anno è e dove è stata prodotta , numero di serie 1060077