Flexwaves stompboxes - Addio, pennarelli sul box di metallo

Author: DanieleBazzani / Date: Fri, 12/24/2010 - 08:00 /

Caratteristiche

Innanzitutto vediamo cosa abbiamo fra le mani (o sotto i piedi, fate voi): un Distorsore, il Flex-Disto, un Equalizzatore, il Flex-EQ7 e un Delay, il Flex-Delay. A proposito dei prezzi, competitivi per essere pedali boutique, il listino non ਠancora disponibile e, a tal proposito, riportiamo una nota dei produttori:
"Il listino prezzi con offerta lancio tramite vendita diretta in Italia proposto a SHG e' ancora valido fino ad esaurimento scorte. Siccome FlexWaves sta definendo i prezzi tramite distribuzione in alcuni Paesi europei, per rispetto dei distributori stessi non e' possibile pubblicare i termini dell'offerta. Contattarli direttamente per conoscere i prezzi lancio e/o eventuali demo".

I primi due sono analogici, il terzo ਠdigitale. Non vogliamo annoiarvi con lunghe e complicate descrizioni, cerchiamo di riassumere le caratteristiche principali di questa linea di effetti True-Bypass costruiti tutti con la stessa finalità , offrire una programmabilità  per poter richiamare diversi settaggi precedentemente memorizzati.

  1. Modo On/Off: tutti e tre possono essere utilizzati come normali effetti, On/Off e cerchiamo il suono che vogliamo, fin qui sappiamo bene cosa fare.
  2. Modo Preset: ogni pedale ha la possibilità  di memorizzare 8 suoni nei Preset disponibili, quindi se ne troviamo tre o quattro che ci piacciono e ci servono con la band, non dobbiamo girare le manopole al buio cercando di ricordare cosa avevamo fatto a casa, basterà  selezionare il Preset memorizzato, ed ਠfatta. In questo caso i controlli non sono attivi.
  3. Modo Bank: la cosa inizia a farsi interessante, abbiamo 6 banchi (5 + 1 per il Modo Link) da 8 suoni ciascuno, sei intere song programmabili, ma cosa vuol dire? Vuol dire che se in una canzone ci serve il suono 1, poi il suono 4, poi un bypass e poi il suono 7, possiamo programmarli in un banco e scorrere solo fra questi, senza dover passare per tutti gli altri, non male davvero.
  4. Modo Link: la vera arma segreta di questa linea di effetti. Se i pedali sono collegati fra loro con cavi stereo ed entriamo in modalità  Link con il primo della catena (mentre gli altri sono in modo Normal), tutti i pedali entreranno in modo Link e cambieranno preset nello stesso momento quando cambiamo suono sul primo! Praticamente una pedaliera, senza perಠesserlo.

 

 

Speriamo di aver sintetizzato al meglio senza complicare troppo le spiegazioni, entriamo nel dettaglio di ogni pedale e torniamo su queste funzioni per capire a cosa possono servirci.

Flex-Disto

àˆ dotato di tre controlli, Drive, Tone e Volume, pi๠un piccolo tasto Mode/Esc che ci permette di passare da una modalità  all’altra, dal display che indica cosa stiamo ascoltando (P sta per Preset, B per Bank, L per Link, ad esempio) e da Input e Output sulla parte superiore; ਠalimentabile a batteria o con un comune alimentatore di quelli che utilizziamo per gli altri pedali, la presa ਠsul lato sinistro.

Dovendo iniziare la produzione e volendo avere un effetto dedicato alle distorsioni, i progettisti hanno pensato di inserire una sorta di “miscela” di Overdrive e Distorsore: la prima parte della corsa del potenziometro Drive ci permette di ottenere timbri che ricordano pedali meno spinti, la seconda lavora in territorio pi๠“distorsivo”, se ci passate il termine inesistente!

Quindi non solo un aumento  del Gain, ma una vera e propria modifica del timbro complessivo del pedale, con il quale possiamo ottenere suoni molto diversi fra loro.

Anche grazie al controllo di Tono che apre e chiude in maniera apparentemente esagerata ma in realtà  lavora in combinazione con il Drive, fornendo una tavolozza di colori enorme. Dalla distorsione pi๠enorme e gonfia di bassi, di quelle che fanno tremare i palazzi, al morbido overdrive appena accennato cristallino o caldo, a nostra scelta.

C’ਠperಠun lato “B”, a nostro modo di vedere: non possiamo tenere basso il Drive per ottenere suoni appena sporchi o praticamente puliti con solo l’aggiunta di un Boost; con il Drive a zero, infatti, il pedale già  lavora e fa il suo dovere, non vogliamo caratterizzare questa come una cosa negativa, ma l’abitudine ci spinge a cercare cose a noi familiari. Ascoltate le differenze dal video, ਠla cosa migliore.

Programmabilità  a parte, comunque, il Flex-Disto puಠdavvero essere un’ottima scelta se possiamo comprare un solo pedale e abbiamo bisogno di versatilità , a casa e dal vivo, per le qualità  descritte in precedenza. A nostro modo di vedere ਠpi๠un distorsore, ma di base ci permette di ottenere dei bei suoni rock e usarli con facilità : se nel Banco A memorizziamo lo stesso suono con due livelli di volume diversi, potremo memorizzare tre preset per passare dalla ritmica al solo semplicemente premendo lo switch.

Se abbiamo A1 (volume ritmica), A2 ( volume assolo) e A3 (bypass) in sequenza, questa si ripeterà  all’infinito finchਠpremiamo lo switch. Non sappiamo se sia chiaro, ma possiamo assicurare che non ਠaffatto difficile da utilizzare. àˆ un effetto che va studiato, intuitivo ma non troppo, va capito per apprezzarne le possibilità , non ha un suono solo e definitivo, la direzione ਠquella opposta.

Flex-Delay

Il pi๠complesso dei tre, lavora a 192 Khz e 24 bit, forse non riusciremo a descriverlo nella sua interezza, ci interessa perಠcapirne le potenzialità . àˆ dotato di quattro potenziometri (Modul/Rate, Level, Feedback e Delay/Depth), due switch (On/Off, Tap/Loop) e un mini-switch per selezionare una delle otto modalità  di funzionamento.

Quattro sono dedicate alla lunghezza del delay: possiamo farlo lavorare sui quarti, sugli ottavi puntati, sulle terzine di ottavi e sui sedicesimi. Ci sono poi i modi Loop, Reverse, Chorus e FM (fast modulation). Riassumendo: ਠun Delay con 2,8 secondi di ritardo massimo, un Chorus, un Loop fino a 11 secondi, e possiamo ottenere effetti di sfasatura simili al Vibe (ricordate il suono di Stevie Ray Vaughan su “Cold Shot”?).

Va da sà© che la programmabilità  di un oggetto simile ਠpraticamente indispensabile, vista la quantità  di funzioni a disposizione.
Resta da dire che ha tre prese jack, un Input, un Output e un’uscita Dry per il segnale non effettato.

Suona in maniera splendida, ਠquello dei tre che ci ha colpito maggiormente, lo sforzo progettuale ਠstato enorme, hanno pensato davvero a tutto ciಠche ci puಠservire da un effetto simile, la scelta di farlo digitale e non analogico ਠproprio per non limitarne le enormi possibilità .

Si possono ottenere anche le ripetizioni del Delay e aggiungere la sfasatura del Chorus, veramente uno dei migliori oggetti di questo tipo in cui ci siamo imbattuti, il video puಠdare una minima idea di quanto scriviamo.

Flex-EQ7

Sette bande di equalizzazione che tagliano o enfatizzano fino a 15Db, un Volume, il mini-switch per passare da una modalità  all’altra e lo switch On/Off. Aggiungiamo il Display, Input, Output e la presa per l’alimentatore ed abbiamo finito.  Siamo di fronte a un classico equalizzatore grafico analogico a sette bande, la novità  à¨ la fase di memorizzazione e linkabilità  con gli altri pedali.

Suona bene anche se a pedale acceso e controlli in posizione “flat” abbiamo notato una piccola diminuzione del segnale, ma ci interessa poco perch੠se lo accendiamo ਠper usarlo, e in quel caso possiamo modificare il volume a nostro piacimento.

Le bande sono molto efficaci, lo abbiamo provato anche con una chitarra acustica e una classica con corde in nylon amplificate e l’intervento sulla prima frequenza, quella dei 100Hz, ਠrisultato fondamentale per eliminare molti problemi di feedback senza distruggere il suono.

Non ਠ“la soluzione finale” a quel tipo di problema, ma funziona. A cosa puಠservirci?

Intanto a creare timbri molto diversi fra loro; ad aumentare il volume e usarlo quindi come Boost sul nostro distorsore; a creare Preset diversi per amalgamare i suoni delle varie chitarre che portiamo sul palco, a volte l’utilizzo di pickup a bobina singola o doppia puಠcreare degli squilibri che incasinano tutto il setup che abbiamo preparato con cura; a equalizzare una chitarra acustica e una classica memorizzando i suoni e richiamandoli all’istante dal vivo, operazione altrimenti lunga, difficile e pericolosa; ad avere un Boost per gli assoli anche su strumenti acustici.
A un sacco di cose.

La modalità  Link

Vogliamo soffermarci un momento solo su quella che riteniamo la caratteristica vincente di questa linea, la modalità  Link. Di solito siamo messi di fronte alla scelta di avere dei pedali, o una pedaliera, in questo caso possiamo averli entrambi, anche se la pedaliera non avrà  milioni di suoni memorizzabili. Ma siamo onesti, a quanti di noi servono davvero “milioni di suoni”?

E quanti invece rinunciano a poter gestire in maniera efficace i propri suoni per non doversi mettere a combattere con il Midi? Per noi chitarristi puಠessere un vero incubo. La Flexwaves ha in parte risolto questo problema e se aumenteranno la varietà  di effetti disponibili mantenendo qualità  e prestazioni sarà  una vera manna.

 

 

 

Fra gli aspetti tecnico-pratici facciamo notare che proprio in Link Mode possiamo anche disattivare uno a scelta fra gli effetti, quindi se una combinazione prevede delay + distorsore, possiamo anche spegnerne e riaccenderne uno solo, facendo di fatto aumentare in maniera esponenziale il numero di combinazioni a disposizione.

Conclusioni

Lasciandovi al video dimostrativo (scusate la qualità  delle immagini), nel quale come al solito abbiamo cercato di evidenziare delle differenze, pi๠che cercare di convincervi della bontà  dei suoni compressi dai passaggi video, riassumiamo il tutto, iniziando con una considerazione: la Flexwaves ਠuna giovane ditta italiana, sta iniziando la produzione cercando di tenere i prezzi pi๠bassi possibile, ਠchiaro che dietro un lavoro cosଠcomplesso c’ਠtanto tempo speso in ricerca, oltre che in soldi. La distribuzione inizia solo ora, se non trovate gli effetti nel vostro negozio di fiducia provate a contattare  i produttori direttamente dal sito www.flexwaves.com.

Questa nuova linea di pedali ci permette di avere una moltitudine di soluzioni: già  solo con Delay e Distorsore possiamo ottenere e memorizzare una grande quantità  di suoni, richiamarne moltissimi all’istante e fissarne di nuovi in tempo reale anche sul palco, l’operazione ਠmolto facile e non richiede una laurea in ingegneria! Non ci siamo messi a descrivere tutto il processo, se li comprerete o avrete modo di provarli, imparerete come si fa, ਠinutile riscrivere qui il manuale di istruzioni.

 

 

 

I pedali sono tutti true-bypass e hanno un’ottima qualità  sonora, già  il solo Flex-Disto ci permette di ottenere, con un pedale, quello che di solito possiamo avere solo combinandone pi๠di uno, grazie alla programmabilità , e quante volte in pedaliere importanti abbiamo visto pi๠di un delay per avere settaggi diversi?

Il rapporto qualità /prezzo ci sembra ottimo vista la mole di informazioni che possiamo stipare all’interno di ogni singolo box, speriamo che il progetto abbia la fortuna che merita. àˆ chiaro, dovremo innanzitutto capire se la qualità  e la tipologia degli effetti saranno di nostro gradimento, in quel caso ci sarà  da divertirsi.

Viva il made in Italy, e buona memorizzazione a tutti.

Daniele Bazzani

 

Comments

DanieleBazzaniFri, 12/24/2010 - 16:32 December 24, 2010

Ciao Camp, e grazie delle belle parole.

Descrivere i suoni a parole è sempre difficile, diciamo che è abbastanza in stile con i distorsori (pedali che non ho usato granchè, in vita mia, preferendo gli overdrive e la saturazione da ampli) e in quella categoria si fa rispettare.

Per quanto riguarda le differenze con il video penso tu le conosca bene, il suono compresso si sfina, rendono poco le dinamiche, tutta una serie di cose che mi fanno sempre essere dubbioso riguardo questoi tipo di prove, anche quando le faccio io!

liam76Sat, 12/25/2010 - 10:50 December 25, 2010

Bella novita' e una buona soluzione per chi come me e' alle prese a suo malgrado col MIDI.....

L'articolo e' veramente chiaro, volevo solo una precisazione riguardo alla modalità Link: dal video il primo effetto della catena che comanda gli altri e' l'equalizzatore se non sbaglio.

Posso mettere come primo effetto che comanda gli altri qualsiasi altro (quindi distorsore o delay)? Il link funziona anche con due effetti?

 

Grazie e Buon Natale

Paolo

DanieleBazzaniSat, 12/25/2010 - 11:04 December 25, 2010

Si, mi pare si possa mettere qualsiasi effetto prima, se ne hai solo due funziona uguale.

Buon Natale.

 

liam76Sun, 12/26/2010 - 10:54 December 26, 2010

Benissimo, grazie della risposta.

Avrei un'altra curiosita': secondo te con l'equalizzatore potrei rimpiazzare il mio pedale booster? Ora uso il mio Boss GE7 per impastare meglio la mia distorsione (enfatizzo bassi e alti), ma con qualche Preset potrei usare qualche effetto di eq anche sui puliti, secondo te puo' funzionare?

In questo modo potrei mettere in pensione qualche mio pedale e avere una soluzione piu snella.....dal video ho visto che con il delay le possibilità sonore sono davvero tante.

Grazie

DanieleBazzaniSun, 12/26/2010 - 11:30 December 26, 2010

Sicuramente, l'equalizzatore usato solo come boost è ottimo, per i puliti e i distorti, e se usi le 7 bande riesci a fare cose notevoli.

hivezSun, 12/26/2010 - 11:14 December 26, 2010

Mi piace il dilei, ben suonante, a giudicare dai samples, e versatile;

il link mode è molto interessante, bella idea, complimenti a daniele per l'articolo e ai giovani di flexwaves per i pedali:)

pace e bellezza

http://www.myspace.com/cybillsheperd
"Nelle valli della stupidità per i filosofi cresce pur sempre più erba che sulle nude alture dell’intelligenza"

GlucaSun, 12/26/2010 - 20:00 December 26, 2010

Bell'articolo, è sempre bello leggere di prodotti nostrani.

A proposito di MIDI, secondo me ci starebbe proprio bene su prodotti del genere. Magari produrre anche un piccola pedaliera MIDI proprio per pilotare i vari stomps. Il sistema scelto per gestire i vari presets mi sembra un po macchinoso, e poco versatile. Nel modo Bank si possono sfruttare i vari suoni, ma è una scaletta predefinita, che non permette scelte improvvisate; poi se si preme per sbaglio due volte, si dovrebbe continuare a pedalere finché non riparte da capo? Anche la scelta dei cavi stereo per interfacciare i vari pedali mi sembra azzardata; sono cavi che nell'uso chitarristico si usano poco, e se si prende ad esempio chi ha investito per dei cavi di qualità per proteggere il segnale, non ne sarà felice dover ancora comprare nuovi cavi. Mentre il MIDI ha un suo cavo, da pochi euro, dove il segnale non ci passa. Comunque penso che chi guarda il MDI con sospetto, vedrà allo stesso modo questi prodotti; ho visto gente comprare e rivendere componenti rack senza nemmeno leggere una pagina del manuale :-D

 

 

liam76Sun, 12/26/2010 - 22:38 December 26, 2010

Ciao,

io un sistema MIDI lo uso da un po' e sinceramente non ho visto questo sistema nuovo con sospetto....anzi piuttosto come una bella alternativa.

Da utilizzatore ti dico che il sistema MIDI per me e' macchinoso e ingombrate, mi costringe a portarmi dietro una pedaliera midi, collegarci tutti i pedali con relativi cavetti, il tutto mi ruba spazio nel mio setup e poi sinceramente che fine fa il mio segnale nella matrice di switch? Ne ho cambiate parecchie per trovarne una di cui vado soddisfatto.

Sono daccordo con te che potrebbe essere integrato per averne entrambi i vantaggi, ma come iniziativa mi sembra bella....usare dei buoni cavi stereo non mi sembra un problema.

Ho chiesto a Daniele qualche dritta nei miei post precedenti e date le sue risposte io la vedo come una valida alternativa per avere un setup pratico molto pratico per ogni evenienza......naturalmente mi piacerebbe provarlo ma a priori non ho mai preconcetti di alcun tipo verso le novità.

 

DanieleBazzaniSun, 12/26/2010 - 23:51 December 26, 2010

In effetti è proprio un'alternativa al Midi, per chi (tipo me) non ha nessuna intenzione di usarlo... Chiaro che se poi si ha bisogno di qualcosa di più complesso allora non se ne può fare a meno.

Ma hai mai provato a cambiare due o tre suoni con lo stesso delay sul palco? Questo te lo fa fare senza problemi, l'alternativa è comprare più di un pedale, non una gran soluzione.

 

alfioMon, 12/27/2010 - 14:25 December 27, 2010

Io non ho capito una cosa: ma come fanno ad essere analogici e contemporanemente programmabili con dei preset? Escludendo i potenziometri motorizzati, dato che nel video cambiando preset non si muovono (che poi costerebbero un tantino... ), mi sfugge come si possa parlare di circuito analogico... Qualcuno me lo sa spiegare?

Gigi (aka Alfio)

 


www.younglustband.it
www.myspace.com/younglust06

gianni casterMon, 12/27/2010 - 15:29 December 27, 2010

Ciao Luca,

non è vero che l'unica cosa analogica programmabile sia il Soldano col MIDI e potenziometri motorizzati.

Io ho il TC Nova Drive ed e' analogico programmabile  e non ha i potenziometri motorizzati; non sono un tecnico ma evidentemente un sistema per farlo esiste.

 

 

 

alfioMon, 12/27/2010 - 16:21 December 27, 2010

Completamente d'accordo.
Per dirla in altre parole ci sono 2 possibilità: o sotto la manopola c'è un potenziometro che si trova effettivamente all'interno di un circuito analogico, oppure c'è un encoder (o un potenziometro e un opportuno circuito) che pilota una sezione digitale che "fa vedere" al circuito una resistenza pari a quella voluta. Solo in questo secondo caso (fatto salvo il discorso dei potenziometri motorizzati) è possibile gestire attraverso preset memorizzabili i settings di volume, tono o gain.
Dopodichè il resto del circuito potrebbe anche essere analogico.

Gigi (aka Alfio)

 


www.younglustband.it
www.myspace.com/younglust06

molokaioMon, 12/27/2010 - 19:04 December 27, 2010

Come detto nel mio post, penso proprio sia così. Ovvero che il segnale passi su linea analogica e i valori dei pot siano gestiti digitalmente.

Live Slow... Die old! ;)
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Robz

twangsterTue, 12/28/2010 - 11:07 December 28, 2010

Ricordo una serie di pedali ibanez a controllo digitale con display e possibilità di memorizzare preset, distorsori e overdrive erano analogici, delay e modulazioni non credo, metà anni 80 più o meno.

 

molokaioMon, 12/27/2010 - 19:02 December 27, 2010

La differenza mi pare di capire che stia nel segnale. Ovvero il segnale passa attraverso la parte analogica, mentre i "valori" dei knob sono comandati digitalmente. Ottimo mix secondo me. Si unisce il suono analogico alla manipolabilità digitale.

 

Sinceramente devo dire che come suono non sono il top per i miei gusti, ma l'idea è molto bella. E abbastanza "innovativa"

Il distorsore non si stacca dalla massa, mentre il delay è un classico delay digitale, come quelli che piacciono a molti. 

Dimenticavo, il cambiare i preset mi pare strano. Ovvero che non si abbia il modo di essere precisi, dovendo tenere schiacciato lo switch. Forse un secondo switch sarebbe stato meglio, per cambiare il preset al primo tocco. Precisamente.

 

Live Slow... Die old! ;)
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Robz

gianni casterMon, 12/27/2010 - 20:30 December 27, 2010

Io dalla descrizione nell articolo, dali sito e dal video ho capito che: nella modalità Preset puoi selezionare un suono, ad esempio P3 e se premi una volta torna in Bypass/ON proprio come un pedale normale.
Tenendo premuto vai avanti nei Preset da P1 a P8.

Nella modalità Banchi invece puoi selezionare un sottoinsieme dei Preset, ad esempio P1 / P3 / P5 e premendo una sola volta si avanza comodamente.

A me sembra comodo e studiato bene, chiedo conferma se ho capito bene a Daniele che ha scritto l articolo e li ha provati.

E' cosi Daniele? Grazie

 

 

DanieleBazzaniTue, 12/28/2010 - 00:28 December 28, 2010

giusto, hai capito benissimo, lo switch funziona "anche" come su un normale pedale, On/Off anche in modo link, per disattivare uno qualsiasi degli effetti, molto efficace.

molokaioWed, 12/29/2010 - 01:36 December 29, 2010

allora proprio non avevo capito dal video.

Io avevo capito che tenendo schiacciato dopo un pò ti cambia preset... il che implica che non sei precisissimo nel cambiare suono dato che non cabia al click ma ha un ritardo.

Meglio allora! :D

Live Slow... Die old! ;)
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Robz