La Dinamica

Author: robyz / Date: Wed, 07/09/2008 - 02:00 /

La definizione 

Esistono diverse definizioni che collocano questo termine in altrettanti campi d'interesse, tralasciando quelli che non hanno una relazione diretta con il campo musicale vi sottopongo una definizione di questo termine:

Nel campo audio: “La dinamica definisce una variazione di intensità in un segnale audio; nei dispositivi elettronici ed elettromeccanici si intende per massima dinamica la massima variazione di intensità sopportabile o riproducibile, in un segnale audio prodotto in un determinato intervallo di tempo, la dinamica indica la massima variazione di intensità del segnale stesso”.

Va da se che la qualità di un dispositivo di “essere dinamico” va intesa come la sua capacità di grandi escursioni di intensità. 

 

Applicazioni

A questo punto chiediamoci subito una cosa: a cosa serve parlare di dinamica?
La risposta è semplice ma le conseguenze sono in realtà molteplici: la dinamica non fa altro che misurare, come appena detto, le variazioni di intensità in modo univoco senza dare un giudizio di tipo qualitativo su queste variazioni (cioè se è una cosa buona o cattiva).

L' unità di misura usata normalmente per questo scopo è ancora una volta il Decibel (dB), comodissimo perchè definisce il rapporto fra due valori (es: il segnale di uscita e quello di ingresso, il livello del segnale in due istanti temporali, la soglia dell'udibile e quella del dolore, ecc.) e, grazie alla sua scala logaritmica, perchè permette di confrontare ordini di grandezza estremamente differenti fra loro con numeri molto compatti (una variazione di 120dB indica un segnale che varia di un milione di volte!).

In campo audio abbiamo diverse implicazioni che aiutano a capire meglio la bontà degli apparecchi o le caratteristiche che questi devono avere in utilizzi particolari ma facciamo qualche esempio:
 

Concerto di musica classica, uno dei generi musicali più dinamici che esistono.

Tra un fortissimo ed un pianissimo possono esserci tranquillamente un centinaio di dB.  
La cosa non ci preoccupa più di tanto finchè andiamo di persona ad ascoltarlo: il nostro orecchio è capace di percepire suoni differenti anche 130dB fra la soglia dell'udibile (la minima pressione sonora, sotto la quale l'orecchio umano non percepisce un suono) e quella del dolore (massima soglia oltre la quale la sensazione sonora diventa fisicamente dolorosa.

Va anche precisato che è una soglia oltre la quale si rischia seriamente di danneggiare in modo permanente il proprio orecchio anche con esposizioni limitate nel tempo), ma cosa succede se vogliamo registrare il concerto su supporto?

Beh, le cose si complicano, perchè dobbiamo tenere presente ogni elemento della catena dove, per semplificare, definiremo in “microfono”, “preamp” e “supporto di memorizzazione”.  
Ognuno di questi elementi deve essere in grado di percepire tutte le variazioni dinamiche eseguite dall'orchestra: in questo senso sarà opportuno scegliere un microfono capace di almeno 120dB e che sopporti pressioni sonore compatibili con quelle a cui verrà sottoposto (anche se è possibile intervenire con attenuazioni o posizionamenti opportuni in modo adattare le due soglie massima e minima).

Il preamp generalmente ha una dinamica che è data nel minimo alla soglia del rumore e nel massimo dalla soglia di distorsione. Questi due limiti sono dei limiti fisici oltre i quali non è possibile elaborare dei segnali senza che vengano “alterati”.
Generalmente si definisce anche un livello ottimale (0dB) che si fissa di solito 6-8dB sotto la soglia di distorsione e si misura la dinamica come differenza fra quest'ultima soglia e la minima vicino al rumore.

La differenza fra 0dB e quella di distorsione (clipping) invece viene chiamata spesso “headroom”.
Il supporto di memorizzazione non segue principi differenti: esiste una soglia minima ed una massima e per massimizzare la qualità della registrazione si innalza il livello del preamp in modo da far coincidere i passaggi più forti con il livello di 0dB sperando che i punti più deboli siano il più lontani possibile dalla soglia del rumore.


 

Mettiamo che vogliate far sentire questo concerto ad un'amica.

Come tutte le donne non particolarmente appassionate di musica, lo vorrà sentire con il suo registratore a cassette scrauso... Ecco il primo problema: il nastro magnetico ha una gamma dinamica molto bassa, fra rumore e distorsione ci sono appena una cinquantina di dB.
Un “mangiacassette” scrauso peggiora sicuramente e riduce la dinamica utile a molto meno, diciamo 35dB.
È evidente che il nostro concerto dinamico non potrà mai essere riprodotto su nastro in modo soddisfacente rispettandone le dinamiche.

In questo caso però possiamo intervenire con un compressore in modo da limitare pesantemente la dinamica e creare una sorta di illusione per chi ascolta la registrazione, che sembrerà abbastanza dinamica ma in realtà sarà quasi piatta come una tavola da surf.

Sarebbe possibile (ed in effetti è esattamente quello che succede quando usate un riduttore di rumore come DBX e Dolby B e C) comprimere uniformemente la dinamica in registrazione ed espanderla in fase di riproduzione: per anni è stato uno dei metodi più diffusi da usare per contenere il rumore di fondo tipico dei nastri magnetici.
Questo tipo di trattamento viene fatto regolarmente anche in altre situazioni, quando si producono brani mp3, specie per applicazioni “discutibili” come suonerie, siglette, anteprime; quando si trasmette in radio o nelle colonne sonore dei film.
 

Il vostro cantante è più bravo di Al Jarreau e Demetrio Stratos messi assieme.

Ma quando suonate siete afflitti da un problema, ci sono passaggi in cui sussurra e canta basso ed altri in cui spinge di brutto sugli acuti.
Se nei secondi non ci sono grossi problemi, nei primi finisce immancabilmente sepolto dalla marea di suono che produce il gruppo, ma ecco che il compressore arriva ancora una volta in nostro soccorso livellando la dinamica in modo da renderla “compatibile” con quelle del resto della band.
A questo punto dovrebbe essere sufficientemente chiaro il motivo che mi spinge a dire che la dinamica non è sempre necessariamente un bene anche se un apparecchio con grandi qualità dinamiche costa mediamente di più di uno inferiore, è però giunto il momento di parlare di dinamica nel contesto del nostro strumento: la chitarra.

 

La dinamica in campo chitarristico e la torre di Babele

Alcuni di voi sicuramente avranno intuito dove voglio arrivare con questo titolo: il significato di dinamica, chiaro e univoco in campo audio, ben presente nella testa di qualsiasi fonico, tecnico del suono o progettista, diventa invece ambiguo se messo in bocca ad un chitarrista.

Provate a chiedere a 10 chitarristi di definirvi cosa intende per suono dinamico e state a sentire quante interpretazioni vi verranno date!
Se non avete voglia di chiacchierare con così tante persone vi basta anche farvi un giro su un qualsiasi forum o portale e leggere la quantità di discussioni per rendervi conto di quanto siano tutt'altro che chiare le idee su questo argomento.

Tralasciando le castronerie vere e proprie possiamo attribuire un paio di correnti di pensiero circa la dinamica:
 

  1. Un suono dinamico è un suono molto potente, capace di darti una sensazione forte, quasi da aggressione sonora.
  2. La dinamica è la capacità di un ampli o di una chitarra di reagire in modo evidente alle più piccole variazioni di tocco.
  3. Un ampli dinamico è in grado di riprodurre suoni di intensità bassissima e suoni fortissimi in base al tocco.
  4. Suonare dinamico è saper passare da un clean ad un crunch fino ad una distorsione piena con il solo plettro/dita o al massimo il volume della chitarra

Leggendo questi quattro punti appare subito evidente che sono in contraddizione fra di loro.

In particolare i punti 2 e 3 sembrano simili ma in realtà possono indicare comportamenti molto differenti fra loro.
Il 2 a sua volta è simile al 4 che però è in contrapposizione al 3.
Il primo punto è abbastanza lontano dall'idea di variazione di intensità e si concentra soprattutto sulla capacità di creare dinamiche forti.

Generalmente si parla anche di “punch” o “botta”, sensazioni che in genere si ottengono passando il suono attraverso un compressore oppure saturando col finale quel tanto che basta per enfatizzare la sensazione di “aggressività” del suono ed il suo attacco più marcato... se ci pensate bene è esattamente il contrario di dinamica, il segnale è trattato al fine di ridurla!

Passiamo ai punti 2 e 4, come ho detto simili perchè in definitiva non fanno che dire che l'amplificatore e la chitarra reagiscono in modo evidente alle variazioni dinamiche (volume chitarra e intensità del tocco del plettro.  Ma a questo punto ci dobbiamo chiedere: come reagiscono alle variazioni di tocco e volume?

È qui che nascono a mio avviso le vere differenze di intepretazione con la definizione “standard”.
Di fatto l'unica reazione che un fonico accetterebbe dalla sua apparecchiatura è una variazione di intensità sonora (leggasi: differenza di volume percepito).
 
Una eventuale sfumatura sul colore del suono è accettabile (pensate ad un piano suonato pianissimo e fortissimo, cambia l'attacco ed anche il timbro, più ricco nel secondo caso e con più attacco) ma la variazione su cui ci si focalizza è quella di volume...

In questo senso la chitarra rispetta un minimo quest'ultima affermazione, idem un pickup che generalmente è inteso come dinamico proprio per le sue capacità di suonare forte o piano in base al tocco ed al potenziometro.
Gli anelli successivi della catena però non sono altrettanto uniformi a questa legge, anzi, diciamo che se ne fregano proprio visto che sono stati progettati per funzionare in parte proprio al contrario.

Un distorsore, un fuzz, un ovedrive o un preamp sul canale non pulito (ma in realtà anche sul pulito anche se in maniera molto minore) non fanno altro che abbatterla proprio la dinamica del segnale, schiacciandolo fino a deformarlo alterandone profondamente la sonorità al punto da farlo suonare più simile ad altri strumenti (chi dice violino, chi sassofono, chi sega elettrica e chi scorreggia) che non ad una chitarra.
Il volume riprodotto è dinamicamente minimizzato, cosa che indubbiamente ha dei pregi notevoli in termini di sustain, facilità d'esecuzione, fluidità, sonorità, ma che contraddice ciò che abbiamo detto finora, o almeno così sembra...

Dico "sembra" perchè in realtà anche in questa “reinterpretazione” del concetto c'è un senso ben preciso e molto pratico: il nostro strumento si fonda proprio sulla sua mancanza di dinamica in senso stretto. Difatti questa sua caratteristica ne ha fatto la sua fortuna perchè ha risolto una serie di problemi legati all'uso di una chitarra acustica in una band: chi amplificò la chitarra aveva bene in mente la necessità di doverne aumentare il volume perchè dentro le band non c'era possibilità di emergere.

Chi cominciò a spingere per maggiore saturazione lo fece per lo stesso motivo: la chitarra pulita non era in grado di suonare abbastanza ricca e piena da poter rivaleggiare con gli altri strumenti solistici (pensate ad un sax tenore che duetta con una chitarra clean, come mettere Tyson contro Don Lurio!) al punto che fino a quel momento non esisteva quasi la chitarra solista nel rock 'n roll mentre dopo ne divenne lo strumento principe – ovviamente non voglio affermare che la storia del nostro strumento si riduca ad un semplice bisogno di farsi sentire!

Nonostante la peculiarità del chitarrista di non volere grandi variazioni di volume, cosa in realtà condivisa anche dagli altri strumenti nel Rock, al punto che divennero indispensabili i compressori per “ridurre” la dinamica anche di voci, basso, tastiere e batteria ed in seguito usarli per conferire maggiore punch e aggressività che poi ne identificano pienamente i tratti, nacque invece un'esigenza parallela molto simile che cercava di aumentare le doti espressive della chitarra facendo corrispondere alle variazioni di tocco, notevoli variazioni di “suono”.

Una delle qualità più apprezzate in un chitarrista, oltre alle doti tecniche, sono proprio quelle del “tocco”, la capacità di esprimersi attraverso innumerevoli sfumature sonore che ben pochi strumenti possono restituire.
Naturalmente in questo senso diventa evidente come un setup in grado di riprodurre più sfumature possibili sia da considerarsi preferibile rispetto ad uno che “suona piatto”.

A questo punto credo sia evidente a tutti come il termine dinamica possa calzare bene quando si vuole indicare una maggiore espressività del proprio setup, magari potremmo, come io stesso preferisco fare da molti anni, definire questa caratteristica come “reattività al tocco” conservando il termine dinamica per indicare invece le variazioni di intensità propriamente come avviene in campo audio.

Vi invito a riflettere ancora su un punto a mio parere interessante.
Vi voglio sottoporre a questo proposito la definizione di dinamica nel caso della musica: “In musica, il termine dinamica concerne la gestione delle intensità sonore (piano, forte, e tutte le gradazioni superiori e interne) con le quali il compositore intende che il suo brano sia eseguito, e che normalmente annota in partitura” - Cit. Wikipedia.

Sebbene di primo acchito si possa ancora una volta parlare di una definizione chiara voglio farvi notare come proprio il termine “intensità” possa indicare diverse sfumature di significato.
Infatti è intensità “la sensazione” che il brano trasmette, non necessariamente col volume ma grazie alla ricchezza armonica e all'espressione che più strumenti assieme possono restituire.
 

Pensate ad esempio all'intensità che sviluppa un crescendo d'orchestra: non è il volume in senso assoluto che conferisce dinamica ma la sua variazione. Tornando all'imponenza dell'orchestra, è tale per la differenza di intensità e non per l'intensità stessa che sviluppa.
Per lo stesso motivo un brano Rock sparato a palla dall'inizio alla fine viene a noia ed alla lunga sembrerà comunque piatto e poco dinamico.

Per concludere, qual'era lo scopo di questo articolo, a parte riempire pagine e pagine di Laster? Sicuramente quello di chiarire un concetto non sempre abbastanza chiaro a molti ma anche introdurre una serie di informazioni che diano consapevolezza del fatto che alcune apparenti discordanze hanno in realtà un perchè molto preciso se contestualizzate.
Iin fondo l'importante è capirsi, no?
 
robyz

Comments

Brock90Mon, 07/07/2008 - 10:24 July 07, 2008

Complimenti, qui su Laster si impara sempre qualcosa di nuovo....

BruFri, 07/11/2008 - 15:42 July 11, 2008

Mi aggiungo anche io ai complimenti. Articolo esauriente e chiaro. In ogni settore è importante utilizzare i termini corretti e la parola dinamica è spesso usata in modo errato.

tiziano (not verified)Sat, 07/12/2008 - 01:25 July 12, 2008

>p.s. ricordo un disk-jokey/musicista che mi diceva: "Vedi? Con questa roba di adesso, i meters sono sempre piatti. Non

>c'è un solo picco". Mi pare fosse il periodo della disco music. Siam messi male da troppi anni:-) Non so se avesse

>ragione ma non mi pareva molto contento.

 

Era quello che usavano dire i dj nelle radio private ... negli anni 80 ... "senti che dinamica" ... che in pratica era "senti che opposto di dinamica ) ...

 

Tiziano Demaria

 

tiziano (not verified)Mon, 07/14/2008 - 13:35 July 14, 2008

>>Infatti. Encefalogramma piatto. Come in quasi tutto l'hard rock/metal odierno.

Sono perfettamente d'accordo ;-)

Tiziano Demaria

 

StevenTue, 09/29/2009 - 10:34 September 29, 2009

Ciao :)

La possibilità Dinamica di un qualsiasi accessorio dedicato alla chitarra o a qualsiasi altro strumento, è fissa e non cambia, a meno di non avere a che fare con gli amplificatori a valvole oppure a transistor con sezione di alimentazione non stabilizzata. La Dinamica degli effetti a pedale, invece, segue il variare dello stato di carica della batteria. In questo senso, è chiaro che utilizzando un alimentatore STABILIZZATO, il problema non si verifica mai.

Quando si descrive di dinamica, in campo chitarristico, si può intendere, in linea di principio, la possibilità di escursione del segnale prima di giungere al clip totale e/o non previsto in sede di progetto. Questo, sia si tratti di ampli, oppure effetti di qualsiasi tipo.

La chitarra, quindi, il chitarrista che la suona, si "muovono" gestendo la possibilità d'escursione del segnale.

In termini pratici, per fare un esempio, se la batteria di un effetto è nuova, la dinamica a disposizione sarà massima. Più si consuma la batteria, più si abbassano i limiti dinamici, più il suono è distorto. Riferendo all'amplificatore, più lo si "spinge", più si richiede potenza, più la sezione di alimentazione (se non stabilizzata) si siede, più si arriva prima al clip, più si distorce.

Un trucco di alcuni chitarristi protesi alla massima distorsione, è quello di abbassare le tensioni di alimentazione. Va ricordato, comunque, che dopo l'onda quadra...non c'è nulla.

Ciao :)

 

Dio è un chitarrista e gli altri Dei anche :)

BruMon, 07/14/2008 - 12:55 July 14, 2008

Forse dirò una boiata, ma a mio parere le registrazioni digitali e il compact disc spessissimo nella musica rock e pop in genere hanno ammazzato la dinamica. Sebbene il mezzo abbia potenzialmente tutte le possibilità tecnologiche per migliorare la riproduzione sonora (vedasi i remaster jazz, per esempio il mago Rudy Van Gelder con la Blue Note), il 90% delle produzioni nuove suonano tutte uguali. Per non parlare poi di storici album come quelli di Beatles e Stones; non avrò il fruscio di sottofondo, ma se li ascolto in vinile sul mio vecchio Thorens ritrovo una freschezza armonica che il compact disc ha cancellato. Forse non trattasi di dinamica, chiedo conferma a Robyz, ma io trovo il suono molto appiattito, sebbene estremamente pulito.

PS: grazie per i saluti di benvenuto, fanno sempre piacere.

tiziano (not verified)Mon, 07/14/2008 - 13:37 July 14, 2008

Non è il CD ad essere piatto in diamica .. anzi ... ha una dinamica molto maggiore del vecchio vinile ... ( CD 96 dB, vecchio vinile 40 dB di media )

è come lo registrano che gli fa perdere di dinamica ... il segnale analogico viene compresso prima di pasasre attraverso tutti i processi .. e questo perchè ? Solo perchè poi fa più casino ... ed è quello che la gente vuole quando lo ascolta nel proprio impianto "tunz tunz"

Tiziano Demaria

 

BruMon, 07/14/2008 - 14:09 July 14, 2008

Infatti è quello che ipotizzavo, dicendo che il CD ha tutte le potenzialità tecnologiche per offrirci il massimo, ma in registrazione pensano solo al "tunz tunz" e al segnale perfettamente pulito. In questo modo tutte le produzioni suonano allo stesso modo; non so, io godevo delle sonorità anche particolari anche di alcune registrazioni analogiche italiane di fine anni 70, vedasi Dalla o Battisti per esempio. Saranno scelte di produzione o standard tecnologici.

La cosa avviene poi anche con le remasterizzazioni, dove, un Van Gelder fa miracoli per la Blue Note, mentra in ambito rock a mio parere fanno enormi danni. Non posso ascoltarmi "Let it Bleed" su CD senza incazzarmi, è più acido, secco e piatto.

 

Dimenticavo, tra le peggiori trasposizioni su CD ci sono i primi album di Pino Daniele!

cocciaTue, 07/15/2008 - 09:12 July 15, 2008

>>il problema dei mastering moterni è dovuto(in parte) al fatto che si presta(giustamente) molta attenzione a far suonare il disco "mediamente bene" su tutti gli apparati di riproduzione (autoriadio, lettori cd scadenti ecc..)

Qui hai centrato un elemento cruciale, anche perché è il punto di incrocio tra un fatto tecnico e un fatto culturale: per un sacco di ragioni, infatti, quasi nessuno oggi ha la possibilità di dedicare un'ora al "puro ascolto musicale", tipo "mi prendo un'ora per me mi chiudo in camera chiudo gli occhi stacco il telefono mi metto in poltrona e ascolto un disco senza fare nient'altro". L'ascolto si è fatto più diffuso, e i due impianti principali sono autoradio e lettore mp3, il che implica:

- l'ascolto come fatto secondario: l'attenzione primaria è su altro (traffico, guida, cacche di cane sul marciapiede...)

- altissimi rumori di sottofondo: non c'è un ambiente dedicato alla musica, c'è la città con tutto il suo bordello (traffico, clacson, bestemmie, ululati dei cani che stan cagando sui marciapiedi...)

- uso prevalente del formato mp3 (ho fatto una mia piccola indagine tra gli allievi e ne è emerso che nessuno di loro -e pensare che rispetto alla media dei coetanei sono quelli a cui la musica sta più a cuore!!- non solo non ha MAI comprato un cd, ma nemmeno conosce nessun coetaneo che ne abbia mai comprato uno... e quando dico nessuno intendo proprio nessuno!!).

Tutto questo comporta che il voluma DEBBA essere livellato, perché i picchi dinamici diventano fastidiosi sia verso il basso (i rumori circostanti non ti permettono di sentire) sia verso l'alto (sei di colpo ti sale tutto parecchio ti trapana le orecchie o ti copre la sirena dell'ambulanza o...). Un esempio: nell'ultimo cd di Larry Carlton e Robben Ford live, c'è un brano in cui a un certo punto la dinamica diventa talmente rarefatta da far sì che:

- se lo ascolti in mp3, sparisce;
- ascoltandolo in cd, i ragazzi erano convinti che il pezzo fosse finito!! ;(

Quindi, in definitiva: ?


Guitar PRAXIS
robyzTue, 07/15/2008 - 10:12 July 15, 2008

Se si riuscisse a rieducarli potrebbe pure funzionare, ma in era digitale è impensabile ritornare all'analogico, tutti i processi produttivi andrebbero ripensati daccapo e mal si adatterebbero all'attuale infrastruttura produttiva... al massimo si può auspicare un ritorno di nicchia molto limitato al vinile o a qualcosa che oggi possa sostituirlo migliorandone le prestazioni realmente, ovviamente a costi improponibili per la media, insomma il solito giocattolone per ricchi annoiati che ascoltano musica placcata d'oro 24K ;-)

Robyz - Grappero forever

robyzTue, 07/15/2008 - 10:47 July 15, 2008

probabilmente la seconda che hai detto, ma va bene comunque perchè dal confronto c'è sempre qualcosa da imparare ed in questi discorsi pensare che si possa giungere ad una conclusione è solo da presuntuosi ;-)
Se mi si stabilizza la spalla cerco di buttare giù qualche idea (sarebbe anche bello sapere perchè cazzo le idee su cosa scrivere mi vengono quando non posso materialmente farlo)

Robyz - Grappero forever

tiziano (not verified)Tue, 07/15/2008 - 10:53 July 15, 2008

>>(sarebbe anche bello sapere perchè cazzo le idee su cosa scrivere mi vengono quando non posso materialmente farlo)

Per l'universale Legge di Murphy :-)

 

Senti ma se andiamo avanti a rispondere, i retatngoli che includono i nostri messaggi, diventeranno cosi sottili da contenere un solo carattere ?

Tiziano Demaria

 

tiziano (not verified)Tue, 07/15/2008 - 10:45 July 15, 2008

Sono profondamente concorde con tutti i messaggi che ho letto qui. Per una volta tutti si è in linea.

Vero che l'argomento si è apparentemente spostato dal "topic" originale ma in fondo si parla di dinamica e di cosa sia ... ed è un argomento che è bello sviscerare in ogni caso, dato che c'è poca cultura in merito

Sono audiofilo da anni, e la differenza tra un brano ad alta dinamica ed un MP3 la si sente anche se è registrato a 256 kHz ... certo se è punk rock poco conta però. Verissimo anche quanto dice il "coccia" ( permettimi di usare questo soprannome, tutti ti chiamano così ) riguardo i suoi alunni ed altri concetti espressi.

La gente oggi ascolta distrata. una volta la gente comprava un impianto Hi-Fi ( quella vera ! ) con tanto di casse caricate in sabbia, piatti stratosferici con massa del paitto enorme per offrire stabilità, capiva che l'anima del suono era nei diffusori acustici, ascoltava le varie sfumature di un passaggio in musica Jazz, per esempio, apprezzando il leggero tocco delle dita sulle chiavi di un Sax, il rumore del fiato del saxofonista ... insomma si faceva un culto dell'ascolto ... e si usava il supporto più adatto per riuscire a tirar fuori da quel vinile da "pochi dB di dinamica": l'anima.

Oggi si verifica l'esatto opposto ... il tunz-tunz pervade ... e non ripeto le ragioni di questo in quanto voi lo avete detto benissimo ... e sono le ragioni per cui in fase di mastering ( poco prima del glass master ) si usa comprimere la dinamica di un CD al pari di un MP3 ...

Come ora FINALMENTE ( spero ) sta tornando il vinile ( anche se qui non saprei dove andarl a comprare dato che l'unico negozio rimasto è chiuso due anni fa ), le case discografiche dovrebbero produrre su più FORMATI i brani.

MP3 per i ragazzini a cui piace far solo muovere il culo alle ragazzine ( anche se poi non gliela danno :-) )

SACD ( dato che la tecnologia CD a 16 bit e 44k1 è ormai vecchia, risale al 1974 !!! ) con piena dinamica per chi vuole realmente ascoltare musica ... SACD che compro e prediligo quando li trovo ovviamente

VYNIL per tutti coloro che amano la musica, e ne fottono se ha meno dinamica di un SACD ( sicuramente ne ha di più di un MP3 ! ) ma amano il calore dato dai piccoli difetti che il Vinile ha ... poi parliamoci chiaro: con la tecnologia attuale detti difetti sono molto inferiori a quelli di 30 anni fa ...

Purtroppo tutto questo ha un imptto economico in fase di produzione e distribuzione, che le case non vogliono accollarsi, dato che ora sono in profonda crisi dovuta agli mp3 e ad internet.

Ma i devono tenere in considerazione che il mercato non è fatto solo di illetterati della musica e della sua qualità ... almen per ora ... almeno sinanto che questa nostra generazione, quella precedente e quella subito dopo della nostra non siano estinte ... poi non so cosa possa accadere in ambito musicale ...

Vero anche che la musica oggi conta in estetica e non in qualità ... altrimenti non si spiegano tutti quegli insiemi di tette-fighe-culi che spacciano per artisti e che invadono la scena internazionale, scopiazzando le canzoni del passato senza proporre nulla di nuovo.

Ma questo è un altro argomento e non voglio uscire dal seminato

Tiziano Demaria

 

OrioTue, 07/15/2008 - 10:23 July 15, 2008

No no aspetta un attimo... Io potrei essere "un ragazzo del coccia" e ho 'solamente' 250 CD originali a casa, una collana di 150 dischi di musica classica, un cofanetto dei singoli di Elvis e Celentano in 45 giri e ancora dei vinili da 78 giri (quelli spessi un dito), un Hi-Fi che è un hi fi da 15 anni e può essere definito tale perchè non ho intenzione di cambiarlo con quei cubetti che vendono ora. Di conseguenza, logicamente parlando, esistendo almeno un ragazzo che ascolta musica da CD (da Robert Johnson agli In Flames), la tua teoria cade rovinosamente come un castello di carta. Per non parlare del fatto che non avendo conosciuto nemmeno uno di noi, non dovresti nemmeno tirarli in ballo.

p.s. commento decisamente OT, scusatemi

ORIO
 

 

cocciaTue, 07/15/2008 - 10:32 July 15, 2008

Non l'ho (colpevolmente) specificato: io mi riferivo ai soli "under 18" (che tra i miei "figli" sono pochi, quantunque...)
Ovvio che i vegliardi hanno cd, lp e pure cassette... ma a proposito, come si intitolerà il noto disco dei PIL in versione download, visto che a seconda del supporto era intitolato rispettivamente "Album", "Cassette" e "Compact Disc"? Bah... ;P


Guitar PRAXIS
OrioTue, 07/15/2008 - 12:27 July 15, 2008

...e ci sta che lo dica tu che li conosci. Io incentravo il fatto anche su quello. Chi non li conosce nulla può dire. Comunque l'album/cassette/compact disc si intitolerà... Folder. Oltretutto Album è in vendita su ebay a 5 euro e 99. Affrettatevi.

robyzTue, 07/15/2008 - 10:08 July 15, 2008

Io sono più ottimista, stanno arrivando nuovi formati e grazie anche ad una maggiore banda di trasferimento disponibile si riesce ad assicurarne anche la fruibilità... io gli mp3 sotto i 256kbps non riesco ad ascoltarli, ma ho sentito cose codificate con AAC che fanno veramente paura, stesso discorso vale per le codifiche video, non è la pellicola ma potervi godere il film o il concerto in HD è tutt'altra cosa (e magari in quel caso stai veramente facendo quello che facevi da audiofilo anni fa: ti prendi il tuo tempo e lo dedichi al 100% a fare quella cosa!)... i mezzi ci sono, quello che mi preoccupa è la cultura che manca sempre di più, leggere degli allievi che non hanno mai comprato un CD mi ha fatto rabbrividire, sono il primo ad avere più mp3 che CD comprati ma un conto è averne un po' (qualche centinaio circa, ho sicuramente comprato più vinile negli anni passati che CD che alla fine mi stanno sui coglioni), un altro è non averne affatto!
Ma la cosa che in realtà mi preoccupa è questo spostamento progressivo dell'attenzione dal contenuto al contenitore... io non ascolto musica vecchia perchè prima la facevano in CD, l'ascolto perchè mi piace di più della maggior parte della spazzatura (ma finemente confezionata!) che si produce oggi... questo spostamento lento ma inesorabile che ci sta trasformando tutti in tecnofili, tutti sempre pronti a disquisire per ore di tecniche riproduttive, supporti di memorizzazione, mastering e mixing ma anche di corde, plettri, chitarre, amplificatori, di tecnica, di look, di coreografie, di immagine e sempre meno di musica; si parla di tutte quelle cazzo di cose che riguardano la forma e mai di contenuti; questo è il vero cancro che sta mangiando la musica moderna, finchè la gente sarà distratta dal contenuto si continuerà a sviluppare l'industria del "confezionamento" e a casa avremo solo tanti bei pacchetti confezionati, tutti diversi e tecnologicamente evolutissimi contenitori di spazzatura.

Robyz - Grappero forever

FerroFeTue, 07/15/2008 - 10:10 July 15, 2008

Ciao Enzino!!

Sono ultra d'accordo che il futuro della musica è sul web, con i download legali e via discorrendo. Mi piacerebbe anche dire che forse la musica come industria sparirà e si rimarraà solo con concerti e dischi autoprodotti e diffussi via web, ma non cicredo troppo. Secondo me però non è detto che internet debba per forza alimentare l'mp3: se esistesse una categoria di appassionati, avere una qualità audio come il cd o anche il doppio è facile. In fondo un cd a 44.1/16 bit ha una dimensione di 700 MB. Vogliamo aumentare qualità? Diciamo 1,5 GB. Con la velocità dei vari internet provider ci si mette una o due ore... Secondo me è sempre un problema culturale!
Ciao Ciao!!

Fulvio

Easy like sunday morning... Sometimes!

robyzTue, 07/15/2008 - 09:52 July 15, 2008

Ottimo argomento questo, anche se non era previsto di spostare l'attenzione del discorso sul perchè di certe scelte, mi piace l'idea che emergano sviluppi paralleli di questo tenore...
aggiungo che la tendenza a cercare di far suonare più forte un brano deriva da un effetto psicoacustico che in pratica fa percepire al cervello come migliore ciò che semplicemente suona più forte, quando si passa la musica in radio il volume non lo decidete voi ma il mastering che è stato fatto su ciascun brano e quelli con più volume (tecnicamente si parla di contenuto RMS medio) avranno l'effetto di sembrare meglio degli altri... da qui la corsa agli armamenti per cercare di stare almeno al passo con gli altri. Qualche anno fa mi misi a fare qualche ricerca su questo argomento e munito di analizzatori software e del mio federe SoundForge mi sono controllato quli erano le "potenze" medie di dischi più o meno famosi per periodi e per generi musicali... nel Rock fino ai 90 i livelli erano decisamente più modesti, attorno ai -16dB, su un brano Rock moderno si gira attorno ai -13dB con punte di -11dB per certi hit (mi stupì il fatto che un insospettabile Santana in Supernatural sparasse un botto, ovviamente perchè molto più orientato alla radio dei dischi precedenti), ricordo che gruppi pesanti come i Korn di Untouchables rasentavano oltre i -9dB, valori che non sono mai riuscito ad ottenere nei miei mix senza effetti collaterali udibili, anche usando più passaggi di multimaximizer ed ultramaximizer, forse i tools più semplici da usare per ottenere volume con poca fatica.
Fortunatamente la corsa sembra essersi un po' smorzata anche se rimane sempre molto elevata... tutti gli argomenti proposti sono validi e secondo me leciti, di fatto la musica è diventata una cosa molto più pratica, non si è più disposti a scendere a compromessi per fruirne, è la musica che si deve adattare al ritmo di vita quotidiana e seguirci dentro i telefonini, i lettori mp3, l'autoradio, il lettore del PC... ovviamente si è migliorata la versatilità per adattarla alle situazioni più impensabili (in questo momento sto ascoltando musica dallo speaker integrato del Mac e di fianco al mio ufficio c'è la sala server con decine di ventole che ululano e stampanti che stampano in sottofondo, di certo non l'ambiente ideale per ascoltare Keith Jarret o Michael Camilo ;P) ma di contro si è dovuto modificare proprio la musica ed il modo di produrla. Sinceramente non so se questo sia per forza un bene o un male...

Robyz - Grappero forever

EliantoTue, 07/08/2008 - 08:58 July 08, 2008

Articolo molto interessante e ben esposto complimenti.

Non sono un tecnico quindi non posso dissetare dal lato squisitamente teorico,ma praticamente ho capito col passare degli anni che il compressore era un effetto che detestavo, almeno quando usato sulla chitarra.

Da quando il mio batterista ha scoperto il termine dinamica, i pezzi hanno piu' senso ;-)

EliantoTue, 07/08/2008 - 10:16 July 08, 2008

Guarda ti do' pienamente ragione, infatti io parlavo di un contesto chitarra+pedale+ampli, in studio il compressore e' una manna dal cielo, ovviamente se utilizzato con criterio.

Chiedo anche io scusa per l'OT.

tiziano (not verified)Tue, 07/08/2008 - 11:33 July 08, 2008

Grazie Robyz

per il bell'articolo. L'ho apprezzato davvero tanto e mi ha riempito di soddisfazione.

Devo dire che quando dissi le stesse medesime cose su Laster, nel recente passato, molti mi sputarono addosso ... ( pui ricercare i messaggi ... se Luca non li ha ancellati, dovrebbero esserci tutti :-) ... forse perchè non scrivevo su Accordo ( e mai ci scriverò ) ... ma i concetti di Fisica sono identici ovunque ( ora mi chiedo dove cappero stiano gli insultatori faziosi ed ignoranti ) ... nel notare che la gente che veramente sa le cose: le dice in modo uguale ed ovunque

Ho apprezzato molto la chiarezza con cui hai descritto i concetti di dinamica.

Volevo precisare solo una cosa sulla definizione detta all'inizio: la dinamica è la differenza tra il minimo segnale affiorante dal rumore ed il massimo segnale in uscita indistorto ( cioè fuori dalla zona di clipping ).

Grazie, in gamba

Tiziano Demaria

 

NucceTue, 07/08/2008 - 11:58 July 08, 2008

Ottimo articolo!!! Dal punto di vista del concetto ci sono, e la definizione di Tiziano mi ha chiarito ulteriormente le idee! c'è, però, qualcosa che mi sfugge quando si "trasporta" il concetto in campo chitarristico. In soldoni un ampli per chitarra più è capace di riprodurre diverse ampiezze di suono "più ha dinamica"?!!!...forse quello che mi sfugge è il concetto di ampiezza! ::bha::

Blues is easy to play, but not to feel. - Jimi Hendrix
VENDI L'ANIMA AL BLUES

 

tiziano (not verified)Tue, 07/08/2008 - 12:28 July 08, 2008

Un amplificatore ha tanta dinamica quanto è in grado di riprodurre un'intervallo di ampiezze ( la miniam sopra il rumore e la massima indistorta ) senza distorcere.Vi sono diversi modi: se l'ampli è molto silenzioso, anche un ampli da 1 W puo' avere 130dB di dinamica ... che significa:la differenza tra il massimo segnale indistorto ed il minimo segnale affiorante dal rumore è 130 dB ...Per riferimenti vari sulla dinamica:en.wikipedia.org/wiki/Headroom Tiziano Demaria 

robyzTue, 07/08/2008 - 19:50 July 08, 2008

Prima di tutto ti ringrazio per le corrette osservazioni e per aver sviluppato ulteriormente un argomento che è sicuramente piuttosto complesso.

"Volevo precisare solo una cosa sulla definizione detta all'inizio: la dinamica è la differenza tra il minimo segnale affiorante dal rumore ed il massimo segnale in uscita indistorto ( cioè fuori dalla zona di clipping )."

Quello che citi è corretto ma delimita il campo alle applicazioni audio mentre inizialmente la definizione voleva essere ampia e generica possibile, è dinamica anche la differenza fra la soglia dell'udibile e quella del dolore, inoltre la definizione proposta vuole focalizzare il concetto di "misura di una variazione" che può essere tranquillamente compresa fra due qualsiasi valori all'interno dei due estremi massimi, ad esempio, in certe apparecchiature si fissa come limite massimo 6dB al di sotto del clipping (che a sua volta non è un margine preciso ma una zona di confine, in certi casi parecchio estesa), di solito si dovrebbe parlare di gamma dinamica specifica (massima, di lavoro, before clipping, ecc) proprio perchè il temrine dinamica individua semplicemente una misura (per fare un parallelo: altezza, profondità, peso sono altrettante misure e su ciascuna puoi individuare misurazioni specifiche come altezza massima, altezza in condizioni di lavoro, peso lordo, netto, senza carico ecc).

Robyz - Grappero forever

tiziano (not verified)Wed, 07/09/2008 - 01:31 July 09, 2008

Verissimo Robyz

La tua affermazione è giusta ed appropriata. Bisognerebbe infatti sempre specificare di che cosa si stia indicando in quel momento con il termine "dinamica" onde evitare, appunto, male interpretazioni.

Grazie della precisazione ;-)

Tiziano Demaria

 

StevenTue, 12/02/2008 - 16:36 December 02, 2008

Ciao -- Che confusione....

Steven