Alla ricerca di un ampli part 2: Brunetti Singleman 16

Author: AlexUnder / Date: Wed, 01/19/2011 - 14:20 /

Preambolo

Essendo da ormai quasi un decennio possessore di un bel Brunetti Silver Bullet a rack, dal quale ho ottenuto buone soddisfazioni a livello di potenza e qualità  e che trovo ideale come sodalizio fra suoni High Gain e sonorità  pi๠moderne dall'hard rock all'heavy metal, ho giustamente voluto dare una chance ad un marchio che ਠsempre stato tra i miei preferiti.

E questo pur non avendo mai apprezzato moltissimo il canale lead di macchine comunque ottime come il Brunetti Maranello ed il rack Brunetti Mille; ampli con cui ho avuto a che fare in passato.

Vista dunque la possibilità  di provare un ampli monocanale (che resta fra i miei obbiettivi primari) che si avvale di una filosofia costruttiva del finale a me molto congeniale, pensavo sarebbe potuto essere l'ampli perfetto in barba ai costosi e blasonati concorrenti sul mercato.

Purtroppo devo parlare al condizionale in quanto, al momento, l'ampli in questione non mi ha convinto al 100%.

Il che non vuol dire che questa sarà  una recensione negativa del prodotto, tutt'altro, in quanto lo ritengo sicuramente un buon ampli ma le sue caratteristiche non combaciano con quello che sto cercando io, come musicista, a livello sonoro.

La delusione forse sta pi๠nel fatto che pensavo, a partito preso, che sarebbe stato l'ampli perfetto per me; cosଠnon ਠstato e spiegherಠovviamente il perchà¨.

C'ਠanche da dire che il mio intento era quello di provare il combo da 35 W che, come potenza, ਠil minimo sindacale che mi prefiggo ma, data l'oggettiva difficoltà  di reperirlo presso i rivenditori, ho voluto ugualmente provare la versione che presento in questo articolo.

Ma veniamo all'ampli di questo secondo appuntamento.

Brunetti Singleman 16

Chitarra di prova: una Fender Stratocaster American Standard (discreta).

Specifiche tecniche

Il cono, un classico (dei nostri tempi) Celestion Vintage 30 dentro una cassa leggermente pi๠grande rispetto ai canoni di questi ampli, sviluppato in verticale anzichà¨(come negli Hot Rod ad esempio) in orizzontale.

I vantaggi di questo ampli sono sicuramente la facilità  di utilizzo, il basso peso e wattaggio che lo rendono amico ideale di chi, come me, abita in piccoli appartamenti cittadini e non puಠsfruttare apparecchi di wattaggio superiore, dicendo cosଠaddio alla botta ed al calore tipico dei 100 Watt tanto adorati. 

Per contro, ci consentono di ottenere buoni risultati anche a volumi decisamente pi๠umani.

A rendere ancora pi๠appetibile questo Singleman si aggiungono un buon reverbero a molla ed un loop effetti escludibile tramite switch. In un monocanale, potrei anche considerare il loop effetti un optional che non mi interessa, in quanto il mio concetto di utilizzo, per un ampli simile, sarebbe proprio quello di ridurre all'osso l'uso di cavi e switch che mi rendano troppo schiavo della posizione dell'ampli dal vivo e delle molte scomode connessioni in un utilizzo casalingo.

Ciಠnon toglie che ਠun in pi๠che per molti potrebbe far comodo eccome.

La sezione finale del Singleman 16 ਠdichiarata da Brunetti in classe A pure con 2 6V6, mentre il 35W sfrutta due 6L6 in classe AB, praticamente simile al Silver Bullet (di cui sono possessore) che perಠਠstereo a 100W e quindi ha il doppio delle valvole (per di pi๠EL34). Il pre sfrutta invece 2x12AX7/ECC83.

Ulteriore chicca ਠla possibilità  di sfruttare questo combo a ben tre diversi livelli di potenza(1/4/16 watt) grazie alla tecnologia Power Limit che sfrutta al massimo le valvole finale creando come un collo di bottiglia per il suono (passatemi il termine non troppo tecnico) prima di far giungere il segnale al cono.

Impressioni

Appena tirato fuori dal suo involucro di plastica, con il classico profumo di nuovo, l'ampli si presenta in una veste molto accattivante, con doppio rivestimento nero nelle estremità  e bianco perla nella sezione centrale e con comandi nella parte superiore. Un bel compromesso tra gli ampli dal sapore vintage e il moderno.

Come suona: l'ampli ਠsfruttabile in tre diverse modalità : Tweed, Fat e Smooth che cambiamo discretamente il suono di base. La mia preferità  à¨ sicuramente la Fat, che risponde meglio al tocco e genera effettivamente note pi๠grosse rispetto alle altre due modalità , per le quali non ho notato enormi differenze.

Essendo un ampli monocanale mi sarei aspettato un gran suono pulito cosa che, avendo come riferimento la precedente prova fatta solo il giorno prima del Laboga Alligator, non mi ha entusiasmato. Una cosa ਠcerta: le sonorità  sono davvero molto simili al mio finale Silver Bullet che perà², ahimà¨, non mi ha mai fatto impazzire proprio sul pulito.

Verಠਠche sono sempre stato abituato a suonare con wattaggi superiori e con almeno due coni closed back, quindi il suono un po' scarico di bassi e non eccessivamente pieno mi ha fatto un po' storcere il naso.

Giocando invece con le tre diverse potenze sfruttabili, tramite apposito switch, il suono si carica parecchio e ne esce un crunch naturale anche a bassissimo volume che perಠcomprime un po' troppo (per i miei gusti) il suono, a scapito della dinamica e dell'headroom che, per ovvi motivi, non puಠessere paragonata con un 50W!

Il reverbero non ਠmale ma nemmeno si puಠgridare al miracolo; per i miei parametri lo trovo al di sotto di quelli standard dei combo Fender. Insomma, difficilmente lo utilizzerei, preferendo magari simulazioni digitali.

 

 

Dal canto suo offre un buon sound cristallino secondo me molto pi๠adatto ad un genere pop rock e, magari con un bel pedale, puಠspingersi anche pi๠in là .

La bilancia

Metterಠtutti gli ampli sulla bilancia della convenienza sotto tutti i punti di vista, data la serie infinita di domande che possiamo porci nel momento dell'acquisto di un ampli, per farne tesoro rispetto a prove future e per prendere una decisione che faccia bene a noi e al nostro portafogli.

Ecco i miei parametri di riferimento:

  • Prezzo Nuovo: € 950 per il 16W, € 1100 per il 35W;
  • Prezzo Usato: Introvabile o quasi, in quanto di recente uscita sul mercato e di scarso appeal come entry-level;
  • Peso: 18 Kg
  • Rapporto qualità /prezzo: non eccezionale, rispetto ad altri ampli della stessa marca, penso ad esempio al Maranello
  • Versatilità : 6
  • Canale Pulito: 6,5
  • Canale Lead: assente
  • Generi: Pop, Rock
  • Investimento per il futuro: sicuramente pi๠rivendibile in Italia rispetto all'ampli della precedente prova (Laboga), penso che in futuro avrà  una buona fetta di mercato a livello nazionale, i Brunetti sono comunque degli ottimi ampli molto apprezzati.
  • Scambio alla pari con la mia attuale strumentazione: non lo farei

 

Conclusioni

Il SingleMan mi sembra un buon compromesso, un suono vintage con una strizzatina d'occhio perಠai suoni pi๠moderni, il che lo rende utilizzabile in molti contesti. Il suo suono di base perಠnon mi ha affascinato al punto da renderlo uno dei papabili per un acquisto futuro... ma qui si entra esclusivamente in un'ottica soggettiva, derivata dai propri canoni di musicista e di gusto personale.

Per quanto riguarda un utilizzo per il blues, ad esempio, gli preferirei comunque un pi๠economico Classic 30 o un Fender Hot Rod che, perà², non considero congeniale al mio modo attuale di suonare; ma mai sputare sentenze azzardate ! ;)

Purtroppo non ho potuto provare la versione a 35W che sarebbe stato il wattaggio minimo da me preso in considerazione per un acquisto; anzi, ritengo troppo pochi anche i 25W. Dato lo scarso tempo a disposizione, i miei pareri personali in merito potrebbero essere oggetto di revisione futura.

Per il resto continuo a sottolineare che si tratta di pareri puramente personali che non inficiano minimamente le qualità  di un ampli secondo me ottimo nella filosofia costruttiva e, conoscendo a fondo i prodotti Brunetti, anche di grande qualità  e garanzia nel tempo.

Brunetti

Singleman

 

AlexUnder

 

Comments

simo.barnyWed, 01/19/2011 - 17:23 January 19, 2011

Innanzitutto un cordiale saluto a tutti, queste sono le mie prime righe in un forum per patiti della sei corde nonostante la mia  partecipazione quotidiana in qualità di lettore. E c'è voluto l'articolo, piuttosto completo, di AlexUnder per spingermi ad esprimere la mia opinione sul Single Man. Ribadisco anche io, come AlexUnder, che trattasi di opinione puramente per sonale.

Andiamo al sodo. Sono un felice possessore di un Brunetti SingleMan 16/4/1 da poco più di un anno e subito mi tocca lo scomoda posizione di bastian contrario. Ho avuto modo di confrontare il suono del SingleMan con quello di altri ampli: Fender Blues junior II, Fender Hot Rod Deluxe II (di cui sono stato in possesso), Engl Screamer, solo per citare i più noti e devo ammettere che il pulito del SingleMan non teme i rivali, anzi li surclassa nettamente. Lo screamer, ad esempio, ha (a parer mio) un ottimo pulito, brillante, cristallino ma un po' troppo tagliente, chirurgico. I Fender sopra citati, di contro, dispongono di un pulito caldo, avvolgente, cicciotto sulle basse ma con un nonsochè di fangoso (muddy per dirla all'inglese), caratteristica, quest'ultima, forse imputabile al cono Eminence design di serie, il cui principale difetto, se di difetto si può parlere (forse il termine peculiarità è più corretto), è quello di colorare il sound dei vari pedali overdrive collegati in input. Difficile, ad esempio, ottenere un suono Marshall style da un Hot Rod originale nonostante vi si colleghino pedali di ottima qualità atti a emulare il British sound. In pratica, un ampli dal suono grosso ma grasso (più che buono per il Blues) ma poco adatto per lo l'uso con stompboxes. Il suono clean del SingleMan lo ritengo brillante ma caldo, cristallino ma corposo, sicuramente più asciutto di quello degli ampli della serie Hot Rod. Lo trovo tutt'altro che scarico di basse frequenze. I bassi della mia tele "tuonano", rimbombano nella mia camera come in un cinema 3D con dolby surround. E questo, in qualsiasi delle tre modalità che permettono di scolpire tre suoni ben distinti utili per Jazz (la modalità smooth sembra progettata a fagiuolo), Blues (la modalità tweed rievoca piuttosto fedelmente le sonorità dei Fender anni 50; un cono Jensen, magari, contribuirebbe ulteriormente alla causa), Pop (sia con modalià Tweed che Fat attivate) e rock (provare per credere la combinazione Fat+Les Paul) in caso di stompboxes collegate in input. L Headroom è uno dei punti di forza dell'ampli, tutto sembra tri-dimensionale. Confrontare il SingleMan con Il Blues Junior è come essere al cospetto di un elefante o un moscerino. Per quanto riguarda la dinamica, non posso esprimermi un granchè, in quanto l'uso è confinato prevalentemete alle mura domestiche. Apprezzare la dinamica a bassi volumi risulta piuttosto arduo. Sta di fatto che l'ampli è progettato per ottenere suoni prevalentemente clean, il crunch compare con la manopola del volume oltre la metà corsa e solo in queste condizioni è possibile dare un giudizio esaustivo sulla dinamica dell'ampli. Il fatto che sia stato progettato per ottenere suoni clean anche ad alti volumi lo rende particolarmente adatto per l'uso con pedali (digerisce di tutto) e saremo noi chitarristi a dovergli dare in pasto pedali di buona fattura affichè si possa sfruttare un ampio range dinamico (ottima ad esempio l'accoppiata con un Keeley BD-2).

Riverbero forse migliorabile

Concludo, dando un consiglio: chiunque sia alla ricerca di un suono più grasso e un po' meno definito da un SingleMan provi a sostituire le 2 12AX7 della Tung-Sol con 2 Electro Harmonix. Il suono diventerà, più grosso, grasso e corposo. Il suono con le Tung-sol originali è analogamente caldo, meno grasso e più definito (lo sdeng e il twang sono a portata di mano, anzi di orecchio). Con delle JJ selezionate, aumenta la compressione e diminuisce la dinamica (si perde anche un filo di definizione...accoppiata poco vincente a mio avviso).

Un saluto a tutti i lettori

AlexUnderWed, 01/19/2011 - 17:38 January 19, 2011

Ciao Simo, ben vengano commenti come i tuoi, in quanto una recensione/prova è sempre assoggettata ai gusti personali.

Sicuramente è un ottimo ampli, come ho spesso sottolineato. Per quanto riguarda però quello che è oggetto della mia ricerca e comparandolo con ampli che ho utilizzato e/o provato ultimamente, mi sarei aspettato qualcosa di più, soprattutto a livello di dinamica che, per me, per il mio modo di suonare, è fondamentale.

Ritengo che la prova che ho fatto non possa essere esaustiva rispetto a chi questo ampli lo possiede e lo suona da oltre un anno come te, ovviamente, per il tempo necessario di prova in un negozio, il primo impatto è quello che conta, non potendo ovviamente usufruirne gratis a casa per tempo illimitato(magari! ma non penso i negozianti faranno mai un soddisfatti o rimborsati).

Inoltre avrei tanto voluto provare il 35W in quanto per me 16 sono veramente troppo pochi per poter fare serate(sempre IMHO ovviamente).

La risposta è dentro di te...epperò è sbagliata. - Quelo
AlexUnder .::Mururoa::.

PecosBillWed, 01/19/2011 - 20:31 January 19, 2011

Innanzi tutto complimenti per l'articolo, esaustivo, chiaro, ben sviluppato.

Ho provato l'ampli in questione per una buona mezz'ora e concordo pienamente con le tue impressioni Alex.

Per Simo.barny,   volevo ricordare una cosa: dire che un ampli suona meglio di un altro è spesso un errore. Non è bello ciò che è bello ma ciò che piace; poi in questo caso ci sono mille varianti: che musica faccio/suono, che chitarra uso, in che band suono (tre, quattro, cinque elementi?) e mille varianti.

Infine, un ampli deve essere provato col gruppo 'live', per poter emettere un giudizio definitivo in base, e ripeto, ai propri gusti personali.

Scusate se stasera sono pungente, ma dobbiamo capirle certe cose!

PS. Alex, prova un Koch!

 

 

AlexUnderThu, 01/20/2011 - 10:25 January 20, 2011

Già provato e suonato spesso al Coatto l'ottimo Koch Multitone del buon Flaviux, l'ho sempre trovato un ottimo ampli, mangia pedali e con un ottima distorsione, però lo ritengo un ampli moderno, che suona in modo simile al mio attuale sistema a rack.

Inoltre il 2x12 pesa in modo abominevole, lui stesso l'ha dovuto trasformare in testa e cassa.

Indicativamente sarebbe un papabile, magari cerco un modello da 50 W, ma non è facilissimo da reperire nei negozi.

Sul giudizio in sede live ne convieni con me che, purtroppo, per provare alcuni modelli, soprattutto novità del mercato o introvabili, è quasi impossibile incappare in un ampli simile, anche perchè, se suoni live o in sala con un ampli non tuo, sai già che ti troverai a suonare.... ;) hihihi

La risposta è dentro di te...epperò è sbagliata. - Quelo
AlexUnder .::Mururoa::.

PecosBillThu, 01/20/2011 - 12:03 January 20, 2011

Hai ragione, io ho la testata Multitone XL da 40 watt che abbino ad una 2x12 coi Greenback, per rockeggiare.

L'ho presa per dividere il peso perchè per trasportare i combo Koch ci vuole il mulo (quello degli alpini) !

Ho visto i nuovi D V Mark coi coni al neodmio (si scrive così?) ma non ti so dire come suonano. Certo trovare un buon combo come lo cerchi tu non è facile.

 

gabboWed, 01/19/2011 - 17:43 January 19, 2011

è propio il caso di dirlo: il mondo è bello perchè è vario!!!

comunque mi permetto di imputare le differenze riscontrate, oltre che ovviamente alle mani interessate, al tipo di chitarra utilizzata: una delle poche cose che ho notato costantemente sino ad oggi è che un ampli può andar benone con una chitarra e non con un'altra..ad esempio il mio boogie suona bene con le strato, anche meglio con la les paul ma non sopporta proprio le semi-hollow..ancora devo provarlo con una tele!!!

_________________________________________

gabbo

www.myspace.com/gabbosickfog

www.myspace.com/squaredtomato

 

CecceWed, 01/19/2011 - 21:08 January 19, 2011

A Cecce piace!

La penso come te, ci vogliono i watt, e ci vogliono minimo 50 se si vuole clean e dinamica.

Spesso di fronte all'evidenza, la potenza della suggestione, è talmente forte da ribaltare la realtà

AlexUnderThu, 01/20/2011 - 10:32 January 20, 2011

Beh...una certa fretta in realtà frenata dal fatto che, se non vendo prima il rack mi sarebbe impossibile un acquisto.

Anche vero che però, se ciò dovesse accadere da un momento all'altro(cosa da mettere in conto) devo per forza di cose avere idee ben chiare su dove indirizzare i miei soldi, per non rimanere mesi senza ampli!

C'è anche da dire che, fosse per me, starei ogni giorno a provar ampli, ma per ora questi sono i soli due che ho avuto il tempo/fortuna di provare, chissà quando avrò un altro pomeriggio libero per farlo! Inoltre è da mettere in conto la disponibilità del negoziante a lasciarti provare un ampli ad un certo volume, per un certo minutaggio.

Sui watt la penso proprio come te, infatti ho spesso detto che volevo provare il 35 W non il 16, non lo prenderei mai come wattaggio, epperò quello c'era ed, alla fine, ho pensato che la voce quella è, se non mi piace il 16, non penso che un maggior wattaggio(alla fine si tratta di un paio di 6L6 al posto di due 6V6) cambi tutto. Però mai dire no, prima di provare.

Un Fender Twin sì, potrebbe essere sicuramente un'ottima alternativa, ma 35-40 kili io in giro non me li posso proprio portare, a quel punto testa+cassa tutta la vita, almeno il peso è diviso a metà, ma non è quello a cui sto puntando adesso.

La risposta è dentro di te...epperò è sbagliata. - Quelo
AlexUnder .::Mururoa::.

CecceWed, 01/19/2011 - 22:10 January 19, 2011

Ciao Paolo, effettivamente si fanno spesso tanti viaggi sul marchio della valvola e pochi sul cono, specie per persone come me che sono andati avanti per anni con i combo! Per quel range di potenza (15-25 watt) quali coni consigli?

Spesso di fronte all'evidenza, la potenza della suggestione, è talmente forte da ribaltare la realtà

GlucaWed, 01/19/2011 - 22:12 January 19, 2011

Ciao AlexUnder, questi tuoi articoli sono carini da leggere, anche per i prodotti poco diffusi recensiti.

Volevo solo fare un appunto: con un cono nuovo, non rodato, puoi avere solo una parvenza delle reali potenzialità dell'ampli. I coni, una volta rodati, cambiano parecchio, e si ammorbidiscono. Ho avuto per anni una Mesa 4X12 con i V30, e ci sono volute ore di metal e palm muting per ammorbidire i coni. Se da nuovo il V30 suona cartonato, con le alte fastidiose, una volta rodato le frequenza principali si spostano sulle medio-basse; è un cono medioso di suo, non ha tanti estremi di banda, ma è anche un poco scavato, quasi nasale... Considera però che i miei erano i vecchi Made in UK, e dentro un grosso cassone chiuso; di certo nel combo suonerà comunque diverso. Concordo con Paolo, il V30 non mi sembra la scelta più azzeccata per un ampli del genere, poi a me il V30 da solo non piace in generale.

AlexUnderThu, 01/20/2011 - 10:40 January 20, 2011

Purtroppo io penso che la possibilità di cambiare/provare un ampli con tutti i modelli di coni esistenti è semplicemente impossibile, anche solo da pensare.

Alla fine cinesi o australiani tutti usano alla fine le stesse marche e/o modelli in base alla marca, tutti i Fender con i Jensen, se usi un celestion sei un pirla, al contrario un Marshall se non son G12M son Greenback, se hai un Hiwatt solo Fane.

Un motivo ci sarà... ;)

Eppoi se un ampli è un cadavere, difficile che cambiano cono si trasformi in un Dumble ;)

La risposta è dentro di te...epperò è sbagliata. - Quelo
AlexUnder .::Mururoa::.

giovanniThu, 01/20/2011 - 11:58 January 20, 2011

http://www.dreamakeramps.com/prodotti/item/pure-dream-combo?category_id=6

io uso questo con molta soddisfazione ma forse provarlo è un'avventura. se ti trovi dalle parti di napoli (capri) vieni a farci un giro.

un bel pulito fino a quasi metà volume poi cruncha leggermente fino al massimo di gain che arriva al livello di distorsione di un tube screamer non di piu.

suono molto vintage e data la grandezza del cabinet non è inscatolato affatto.

il clean è sufficiente a coprire tutti i locali che ho frequentato e all'aperto i fonici non mi fanno alzare piu di 3 tacche.

forse colpa del cono molto efficiente non so.

ciao Giovanni

federThu, 01/20/2011 - 14:08 January 20, 2011

anch'io sono il felice possessore ella verione a 35watt e devo dire che dopo averlo confrontato per molto tempo con un hot rood deluxe, non ho avuto dubbi!! vince il Brunetti...poi, come sempre, è soggettivo.grandissima riserva di pulito.

 

 

 

lesfabWed, 01/26/2011 - 14:01 January 26, 2011

Da poco sono possessore di un singleman 35,il 16 non l'ho preso completamente in considerazione,premesso che vengo da 24 anni di Marshall.Ero alla ricerca di un ampli da affiancare al mio jcm 800 split channel, che rispondesse alle seguenti caratteristiche: leggero,con un buon suono pulito da poter plasmare con i pedali,sopratutto overdrive più o meno spinti,reverbero a molla e con un buon volume.Non avendo a disposizione un ampli uguale da poter provare, dopo aver ascoltato qualche video in rete(che lasciano il tempo che trovano) ho deciso di prendere il singleman.Per Quanto riguarda il peso rientra nelle mie aspettative,18 kg sono abbastanza trasportabili per un uso frequente fuori casa(sala prove,pub),il pulito per me che vengo dai marshall è ottimo,ha un ottima riserva di volume ed effettivamente si mantiene pulito anche ad alti settaggi anche se le medie latitano un pò e nel mix generale se c'è un altra chitarra o peggio ancora una tastiera ha un pò di difficoltà ad emergere,il distorto(pedali) non mi ha soddisfatto molto.Avevo letto da qualche parte che effettivamente non era un ampli molto adatto ai distorti e in parte è vero.Mi spiego,se si utilizzano suoni rock blues alla Clapton moderno(non Cream) va bene specie con il Keeley blues driver,se come nel mio caso servono sia questo tipo di sonorità che timbri un pò più duretti non è molto adatto,perchè fondamentalmente ha un suono di base morbido,non so se sia dovuto alle finali(6L6) o al cono,tra l'altro rodato quasi subito da vari live in cui lo spremo a dovere per ore.Rispondendo ad AlexUnder penso che il 35 non si discosti di molto dal 16.In conclusione sono soddisfatto al 70% del mio acquisto,conscio che comunque trovare un ampli che ti soddisfi al 100% non è un impresa facile.....